POMIGLIANO D’ARCO – Dopo la sofferta e solidale Via Crucis celebrata con i parroci locali, la protesta dei lavoratori Trasnova si è spostata stamattina davanti ai cancelli dello stabilimento Stellantis. Un presidio carico di tensione dove a dominare sono stati sentimenti netti: amarezza, rabbia e un profondo senso di abbandono. È il grido di chi ha lottato per anni e oggi vede calpestata la propria dignità professionale.
Il paradosso del Primo Maggio
Le parole dei lavoratori raccolte durante il presidio a Pomigliano d’Arco delineano uno scenario drammatico e beffardo:
“Il 30 aprile sarà il nostro ultimo giorno di lavoro. Il primo maggio, proprio nel giorno della Festa dei Lavoratori, noi ci ritroveremo disoccupati. È un paradosso inaccettabile, una vera ingiustizia. Siamo operai storici, apparteniamo a questo stabilimento: vogliamo ricordare che abbiamo famiglie e figli, e non vogliamo essere dimenticati.”
La solidarietà della politica e del territorio
Al fianco dei dipendenti Trasnova in presidio era presente anche l’onorevole Carmela Auriemma (M5S), a testimonianza di una vertenza che sta diventando un caso politico nazionale.
La comunità di Pomigliano d’Arco ha risposto con una forte ondata di solidarietà, stringendosi attorno a padri e madri di famiglia che si apprestano a vivere festività segnate dall’incertezza: «Passeremo una Pasqua sconsolati», ribadiscono i lavoratori, sottolineando come questa battaglia per il diritto all’occupazione debba essere sostenuta da tutta la cittadinanza e dalle istituzioni.




