Totosindaco 2028: il dopo De Leonardis è già cominciato. E le truppe si muovono sullo scacchiere politico
Mancano ancora due anni alle prossime elezioni amministrative, ma a Qualiano il “totosindaco” è già ufficialmente partito. Del resto, per la prima volta dopo quasi un decennio, il centrodestra si prepara a una sfida senza Raffaele De Leonardis candidato. Dopo dieci anni da dominus incontrastato della politica cittadina, il commercialista-sindaco si appresta infatti a passare la mano. La domanda che circola nei corridoi del Palazzo e nei salotti della politica locale è una sola: chi ne raccoglierà l’eredità politica e amministrativa?
La strada verso il 2028 è ancora lunga, ma le truppe, cammellate e non, hanno già iniziato a posizionarsi sullo scacchiere.
Nel campo della maggioranza il lavoro è già cominciato. Fratelli d’Italia, Forza Italia e le liste civiche che hanno sostenuto De Leonardis nelle ultime due vittorie elettorali sono chiamate a individuare un candidato capace di raccogliere il consenso del sindaco uscente e, al tempo stesso, costruire un’alleanza coerente con gli equilibri nazionali e regionali.
Tra i più attivi c’è senza dubbio Totore Onofaro. L’assessore appare in piena campagna di accreditamento politico: presenza costante sul territorio, intensa attività amministrativa e una comunicazione social quasi quotidiana, con tanto di vetrina permanente sulle opere e le iniziative realizzate. Segnali che molti interpretano come l’avvio di una candidatura tutt’altro che nascosta.
Ma il tavolo del centrodestra potrebbe vedere anche un altro Totore tra i protagonisti. Si tratta di Salvatore Apostoli, leader locale di Forza Italia ed ex potente assessore dell’amministrazione De Luca. Apostoli può contare su un patrimonio elettorale costruito negli anni e non sembra intenzionato a fare da semplice spettatore.
“Certamente Forza Italia non si tirerà indietro. Costruiremo la casa comune del centrodestra a Qualiano e credo che anche il mio partito proporrà un nome sul futuro tavolo dell’alleanza”.
Tradotto dal politichese: Forza Italia vuole giocare la sua partita. E Apostoli è tra i papabili.
Anche il mondo civico osserva con interesse l’evoluzione dello scenario. Nella galassia di Qualiano Vive, guidata da Venturino Cerqua, i nomi sul tavolo potrebbero essere almeno due. Da un lato lo stesso Cerqua, dall’altro una candidatura che farebbe riaffiorare nostalgie e suggestioni di altri tempi: quella di Picascia.
Un cognome che continua ad avere una sua forza evocativa tra molti ex democristiani e che, secondo alcuni osservatori, potrebbe persino ottenere l’endorsement dello stesso De Leonardis, il quale, quando sente pronunciare la parola “democristiano”, pare ancora vittima di antichi e irrefrenabili sussulti emotivi.
Naturalmente ogni ragionamento sul futuro del centrodestra non può prescindere da Michele Schiano. Il deputato, almeno ufficialmente, non si è ancora espresso sul dopo De Leonardis. Tuttavia, secondo i bene informati, starebbe già dialogando con esponenti di alcune liste rimaste fuori dall’ultima competizione amministrativa.
Molto dipenderà anche dagli equilibri che emergeranno dalle prossime elezioni politiche. È lì che si capirà quanto e come Schiano vorrà incidere direttamente sulle future scelte amministrative qualianesi.
Scenario diverso nel campo dell’opposizione, uscita sconfitta dalle ultime elezioni e ancora alla ricerca di una vera sintesi politica.
Non esiste ancora un tavolo strutturato, ma qualche nome comincia a circolare.
Curiosamente, anche in questo caso il profilo che potrebbe aggregare il fronte del dopo De Leonardis sembra essere quello di un ex democristiano. Gli addetti ai lavori indicano infatti Domenico Marrazzo come uno dei possibili federatori dell’area alternativa all’attuale maggioranza.
Ma non è l’unico nome. Secondo alcune indiscrezioni, anche Progetto Comune, lista ancora virtuale e considerata da molti la componente numericamente più consistente dell’opposizione, potrebbe avanzare una propria candidatura nella persona di Antonio Cacciapuoti.
E il Movimento Cinque Stelle? Per ora la risposta è semplice: non pervenuto.
Le indiscrezioni raccontano di una indisponibilità di Porcelli e di un gruppo di attivisti che continua ad agire in ordine sparso, senza una strategia politica definita. Più che costruire una proposta amministrativa alternativa, sembrano affidarsi a post anonimi e attacchi social contro il sindaco uscente, nella convinzione che i “conigli digitali” e il sottile equilibrio tra pseudo-informazione e pseudo-politica possano generare consenso elettorale.
Una teoria che, almeno finora, non sembra aver prodotto risultati particolarmente esaltanti.
Quanto al Partito Democratico, la situazione appare persino più complicata. Debole, frammentato e sostanzialmente assente dal dibattito pubblico, il Pd sembra ancora lontano dall’essere competitivo per la guida della città.
L’impressione, ad oggi, è che anche nel 2028 l’attuale opposizione difficilmente potrà ambire alla vittoria senza il contributo di ex democristiani, transfughi, moderati scontenti e pezzi di società civile.
In fondo, a Qualiano la politica continua a seguire copioni antichi. Cambiano i simboli, cambiano le alleanze, cambiano perfino le generazioni dei protagonisti. Ma alla fine, quando si tratta di costruire una coalizione vincente, si torna sempre lì: al centro, agli ex democristiani e a quel vecchio manuale di sopravvivenza politica che, evidentemente, continua a non passare mai di moda.




