C’è un limite oltre il quale la propaganda smette di essere politica e diventa semplicemente un esercizio di fantasia. Il Movimento 5 Stelle di Qualiano ha scelto di paragonare la gestione amministrativa di Qualiano a quella di Bacoli. Un confronto che può fare effetto sui social, ma che si sgretola non appena lo si osserva con un minimo di conoscenza del territorio.
Le due città hanno in comune, forse, soltanto una popolazione di dimensioni simili. Per il resto sono realtà che hanno seguito percorsi storici, economici e sociali completamente differenti.
Bacoli vive di turismo. Ha costruito la propria economia sul mare, sulla nautica da diporto, sulla ristorazione, sull’accoglienza e sulla valorizzazione di un patrimonio paesaggistico e archeologico che rappresenta un unicum nel panorama campano.
Qualiano, invece, non ha mai avuto questa vocazione. La sua economia è cresciuta attorno al commercio, all’agricoltura, all’artigianato e ad un sistema di servizi che, pur tra mille difficoltà, ha rappresentato il tessuto produttivo del territorio.
Davvero qualcuno pensa che amministrare queste due realtà richieda le stesse politiche?
È una domanda che dovrebbe porsi innanzitutto chi propone il paragone.
È come confrontare il porto di Genova con il distretto tessile di Prato: entrambi producono ricchezza, ma attraverso modelli economici completamente diversi.
Il punto è proprio questo. La politica seria parte dall’analisi del territorio. La propaganda parte dallo slogan.
Qualiano ha bisogno di una strategia tutta sua: rilanciare il commercio, recuperare le aree produttive, sostenere le imprese locali, creare una vera pianificazione sovracomunale con Giugliano, Villaricca, Calvizzano e gli altri Comuni dell’area nord di Napoli. È questa la sfida che nessuna amministrazione, di qualsiasi colore politico, ha avuto il coraggio di affrontare fino in fondo.
Prendere Bacoli come modello assoluto significa non aver compreso né Bacoli né Qualiano.
La politica non si misura con i “mi piace” su Facebook. Si misura con la capacità di leggere la realtà.
E se il Movimento 5 Stelle di Qualiano ritiene di costruire un’alternativa credibile partendo da confronti così deboli e così facilmente smontabili, forse dovrebbe interrogarsi sulla propria proposta politica prima ancora che su quella degli altri.
Perché le elezioni non si vincono con i paragoni improbabili. Si vincono dimostrando di conoscere il territorio che si vuole amministrare.
Se queste sono le premesse del dibattito politico che intendono offrire ai cittadini, il rischio è che il risultato delle prossime elezioni amministrative finisca per essere la naturale conseguenza di un’impostazione sbagliata fin dall’inizio. Non perché gli elettori rifiutino il cambiamento, ma perché difficilmente si affidano a chi parte da un’analisi che appare poco credibile.




