Giugliano diventa praticamente il secondo comune della Campania per popolazione. Un dato che racconta la crescita della città, ma che impone anche una riflessione. Perché i cittadini non si amministrano con le classifiche, si amministrano con uomini, mezzi e risorse.
Da anni Giugliano convive con un paradosso. Crescono i residenti, aumentano i servizi richiesti, si ampliano le competenze dell’ente, ma la macchina comunale continua a lavorare con un organico che non è più adeguato alle dimensioni della città.
Il confronto con Salerno è emblematico. Palazzo di Città dispone di circa 740 dipendenti, tra cui oltre 100 agenti di Polizia Municipale. Giugliano ne conta poco più di 200, con appena 46 vigili urbani. Eppure le due città hanno ormai una popolazione pressoché identica.
La conseguenza è evidente. Meno personale significa tempi più lunghi per le pratiche, meno tecnici per intercettare finanziamenti, meno agenti sulle strade, meno controlli, meno capacità di rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini.
Per questo la richiesta avanzata dall’amministrazione guidata dal sindaco Diego D’Alterio di una legge speciale per il rafforzamento dell’organico non rappresenta una rivendicazione politica. È una necessità amministrativa. Una città che supera i 125 mila abitanti non può essere gestita con una struttura pensata per numeri ben diversi.
Negli ultimi mesi l’amministrazione comunale ha dimostrato di saper programmare, intercettare fondi e mettere in campo investimenti importanti. Ma senza un adeguato rafforzamento della macchina amministrativa diventa sempre più difficile sostenere questa crescita.
La crescita demografica è una buona notizia. Significa che la città continua ad attrarre famiglie, investimenti e attività. Ma ogni crescita comporta responsabilità. Lo Stato non può limitarsi ad aggiornare una statistica. Deve adeguare gli strumenti con cui quella città viene amministrata.
Giugliano non chiede privilegi. Chiede di avere strumenti proporzionati al ruolo che oggi ricopre. Se lo Stato riconosce i numeri della città, deve riconoscerne anche i bisogni. Perché una città cresce davvero quando insieme alla popolazione crescono, di pari passo, i servizi per i cittadini.




