Un colpo messo a segno durante la pausa estiva ha svuotato il laboratorio multimediale della Linguiti, la scuola primaria e secondaria che fa capo all’istituto comprensivo Pascoli nella cittĂ normanna: dall’edificio di via Marino De Chiara sono spariti piĂą di trenta computer portatili, gli stessi che l’istituto aveva messo da parte per le lezioni del prossimo anno scolastico.
Secondo una prima ricostruzione, chi ha agito sarebbe passato da una finestra, muovendosi poi con calma all’interno della struttura, segno di una certa dimestichezza con gli ambienti. Le porte blindate di due locali (l’archivio al pianterreno e l’aula di informatica al primo piano) sarebbero state forzate una dopo l’altra, mentre la centralina del sistema d’allarme sarebbe stata strappata via dal muro per metterla fuori uso e agire senza il rischio di essere scoperti sul momento. Un’azione che, secondo chi indaga, richiederebbe la presenza di almeno due persone, capaci di muoversi con sicurezza tra i corridoi dell’istituto e di individuare rapidamente dove si trovasse il materiale da portare via.
A dare l’allarme è stata una dipendente della scuola, recatasi ieri sul posto per un controllo ordinario e trovatasi davanti locali completamente messi a soqquadro. L’edificio, va detto, è chiuso dai cancelli dal 28 luglio scorso: una circostanza che complica non poco il lavoro di chi indaga, costretto a collocare il furto in una finestra temporale piuttosto ampia, senza poterne fissare con certezza il giorno esatto. Immediato è stato comunque l’intervento degli agenti del Commissariato di Aversa, chiamati sul posto per i primi rilievi del caso.

Gli investigatori hanno giĂ acquisito i filmati dell’impianto di sorveglianza della scuola, mentre la Polizia Scientifica ha passato al setaccio le due stanze violate, alla ricerca di impronte o di altri elementi utili a risalire agli autori del gesto. Il computo dei dispositivi trafugati supera quota trenta unitĂ , un ammanco che pesa sul bilancio dell’istituto ma colpisce soprattutto gli alunni: quelle macchine, infatti, erano destinate a sostenere l’attivitĂ didattica digitale del nuovo anno scolastico, ormai alle porte, e la loro assenza rischia di creare non pochi disagi organizzativi proprio nelle prime settimane di lezione.
Resta da capire, inoltre, come i responsabili siano riusciti a portare via un simile carico di materiale senza destare sospetti, un dettaglio su cui gli inquirenti stanno concentrando parte degli accertamenti, insieme alla ricostruzione dei tempi e delle modalitĂ dell’intrusione.
Al momento non risultano persone identificate nĂ© tantomeno indagate: l’identitĂ di chi ha materialmente compiuto il furto resta un’incognita che gli agenti sperano di sciogliere attraverso l’analisi degli elementi raccolti sulla scena. Come da prassi,




