Due distinti punti di partenza, innescati a pochi minuti l’uno dall’altro, il primo dato consolidato dagli accertamenti del Nucleo investigativo antincendio dei vigili del fuoco sul vasto incendio che ha colpito il parco Costantino, a Soccavo, e che ora orienta gli inquirenti verso l’ipotesi di un’azione volontaria.
A rendere più intricata la ricostruzione è un elemento che, in circostanze simili, ci si aspetterebbe di riscontrare: nessuna tanica, nessun contenitore, nessuna traccia di benzina o di altre sostanze comunemente usate per appiccare un rogo di tale portata. Le fiamme hanno comunque avvolto copertoni dismessi, cumuli di immondizia e la fitta sterpaglia che si estende nella zona a ridosso del parco.
È proprio l’assenza di questi elementi a orientare gli investigatori verso un’ipotesi diversa: quella di un meccanismo a lenta propagazione, o comunque di un ordigno artigianale in grado di esaurirsi nello stesso momento in cui genera la fiamma. Un accorgimento che, qualora trovasse conferma, chiarirebbe come l’autore sia riuscito a dileguarsi molto prima che la densa nube di fumo scuro insospettisse chi si trovava nei paraggi.
Sul movente, resta prevalente la lettura più diretta, quella di un gesto isolato riconducibile a un piromane. Non è però l’unico scenario considerato dagli inquirenti, che non scartano un collegamento con le attività illecite che da tempo caratterizzano quel tratto di periferia napoletana.
Tra le ipotesi al vaglio figura anche quella di un rogo appiccato per svincolare l’area da eventuali insediamenti irregolari, depositi non autorizzati o scarichi illeciti, uno scenario che nella zona non rappresenterebbe una novità, ma che al momento resta da riscontrare.
Parallelamente, gli inquirenti concentrano il lavoro sul materiale video a disposizione: polizia e carabinieri stanno raccogliendo le riprese degli impianti di sorveglianza, pubblici e privati, posizionati lungo viale Traiano e sulle arterie che conducono al quartiere di Soccavo, un’operazione lunga e minuziosa, volta a ricomporre ogni spostamento sospetto nelle ore che hanno preceduto il rogo. Un veicolo fermo troppo a lungo, uno scooter transitato in un orario insolito, una figura che si allontana dal parco pochi istanti prima che il fumo diventi visibile: ogni singolo fotogramma può rivelarsi decisivo per identificare chi si trovava in prossimità dell’area verde al momento dell’innesco.
Proseguono intanto le operazioni di messa in sicurezza del terreno, necessarie a evitare che le braci ancora presenti sotto la superficie possano riattivarsi e dare origine a nuovi focolai nelle prossime ore.




