SALERNO – Dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, per madre e figlia ritenute responsabili dell’incendio divampato nel marzo 2025 in un appartamento di via Bernardo Quaranta, a Cava de’ Tirreni, nel Salernitano. È la decisione del Tribunale di Nocera Inferiore, che ha condannato le due imputate anche al risarcimento dei danni, da quantificare in sede civile.
Le due donne sono state giudicate con rito abbreviato. L’incendio era divampato all’interno della cucina dell’abitazione, dove erano stati accumulati diversi capi d’abbigliamento insieme ad altro materiale altamente combustibile. Non è stata invece individuata con certezza la causa che avrebbe innescato le fiamme.
L’episodio aveva richiesto un massiccio intervento dei Vigili del fuoco. Sul posto erano arrivate squadre provenienti da Salerno, Mercato San Severino e Nocera, supportate da due autobotti, un’autoscala e un carro aria per la scorta delle bombole. Le operazioni erano state rese particolarmente delicate anche dall’esplosione di due bombole di gas.
Tre Vigili del fuoco erano rimasti feriti durante le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area. Nel frattempo, per precauzione, tutti gli abitanti della palazzina erano stati fatti evacuare.
A distanza di oltre un anno dall’incendio è arrivata dunque la sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore: per madre e figlia la condanna a dieci mesi, con sospensione della pena, oltre all’obbligo di risarcire i danni in sede civile.




