Novecentosessantamila euro alla famiglia di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto il 21 febbraio 2026 dopo aver ricevuto un cuore danneggiato durante il trapianto. È la somma che l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, che comprende gli ospedali Monaldi, Cotugno e Cto, riconoscerà ai familiari del piccolo. A questa cifra si aggiungono 41mila euro per le spese legali, per un esborso complessivo superiore al milione di euro.
I dettagli dell’accordo stragiudiziale, annunciato lo scorso agosto e raggiunto con un vincolo di riservatezza, sono emersi dalla deliberazione dell’8 ottobre 2026, firmata dalla manager Anna Iervolino.
La famiglia aveva inizialmente richiesto un risarcimento di tre milioni di euro. L’intesa prevede invece il pagamento di 960mila euro, una somma destinata ai sei eredi individuati nella delibera: i genitori Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, i due fratellini di Domenico e due nonni.
L’importo concordato, definito omnicomprensivo, consentirà di chiudere sul piano economico la controversia con l’azienda sanitaria napoletana, evitando di attendere l’esito di un eventuale contenzioso giudiziario.
Resta però aperta la questione delle possibili responsabilità di altri soggetti. Prima di raggiungere l’accordo, l’Azienda Ospedaliera dei Colli aveva tentato di coinvolgere anche l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, da cui dipende l’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove era stato espiantato il cuore destinato al bambino. Il tentativo non è andato a buon fine.
La delibera precisa che restano ferme le eventuali azioni di regresso nei confronti di altri corresponsabili, qualora ne venissero accertate le responsabilità. L’accordo definisce dunque l’aspetto economico con la famiglia, ma non chiude gli interrogativi sulla vicenda.




