Il sabato sera i bar e i ristoranti delle zone della movida di Napoli potranno restare aperti fino alle 3 di notte, il venerdì fino alle 2, tutti gli altri giorni fino all’una. Lo prevede la nuova ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Manfredi, in vigore da venerdì 16 ottobre a lunedì 16 novembre, quindi anche nella notte di Halloween. Entro quegli orari i gestori dovranno aver già finito di pulire e sistemare. Ogni giorno, da mezzanotte alle 6 del mattino, sarà vietato vendere alcolici da portare via: chi vuole bere dovrà farlo seduto al tavolino.
Rispetto ai mesi scorsi gli orari sono più larghi, ma la zona interessata è molto più grande. Prima le regole toccavano singoli punti, come piazza Bellini o vico Quercia, adesso riguardano cinque Municipalità: i baretti di Chiaia e via Filangieri, i Quartieri Spagnoli e il centro storico, viale dei Pini, il Vomero con piazza Vanvitelli e via Scarlatti, Bagnoli e Fuorigrotta. Dentro ci sono bar, ristoranti, negozi di vicinato, laboratori artigianali che vendono cibo e bevande da asporto e perfino i distributori automatici. Chi sgarra rischia multe da 25 a 500 euro. Chi ci ricasca può vedersi sospendere l’attività da 1 a 30 giorni e, nei casi più gravi, perdere l’autorizzazione.
Dietro i nuovi orari c’è una polemica. L’ordinanza precedente aveva fatto arrabbiare i gestori, perché ignorava le indicazioni del Consiglio comunale che, con la delibera 92 del 6 luglio, aveva chiesto chiusure meno rigide. Il Comune ha spiegato il cambio di rotta come “reso necessario per contemperare la libertà di iniziativa economica con il diritto fondamentale alla salute, alla tranquillità e al riposo dei residenti“. Il testo nasce da un confronto con residenti, commercianti e associazioni di categoria e dai rilevamenti della Polizia Locale. Alla scadenza l’amministrazione valuterà i risultati e deciderà se modificare o rinnovare le misure.
C’è però una cosa che nessuna ordinanza sistema: quando il locale chiude, i ragazzi dove vanno?
Un ostacolo su tutti è tornare a casa: dalla domenica al giovedì l’ultima corsa della Linea 1 parte alle 23 da Centro Direzionale, mentre il venerdì e il sabato il servizio arriva fino all’una e mezza circa. Chi esce alle 3 di sabato trova la metro chiusa da un pezzo e, per il resto della notte, può contare solo sui bus notturni. E dal primo ottobre la funicolare di Chiaia è ferma, sostituita dagli autobus della linea 128. Il secondo ostacolo sono i posti. Le aperture serali dei musei esistono, ma sono rare: la sera del 26 settembre, con l’ingresso a un euro, oppure le quattro serate di luglio a Capodimonte, con biglietto ridotto a 2 euro per chi ha meno di 25 anni. Il resto della notte passa quasi tutto dai bar e dalle strade dove la gente dorme.
Qualche idea sul tavolo, però, c’è. A maggio i ragazzi del Forum dei Giovani hanno chiesto in Commissione navette notturne per evitare che i giovani si mettano alla guida, eventi anche di pomeriggio e spazi pubblici aperti di notte dove ritrovarsi. A giugno Manfredi ha indicato il Centro Direzionale come una delle zone che potrebbero ospitare attività per i giovani, aggiungendo che “la presenza dei giovani è un valore“. La settimana scorsa, alla Consulta della notte, le associazioni hanno proposto gli steward notturni e l’apertura di club culturali e spazi underground, luoghi che negli anni hanno accolto i ragazzi che altrimenti finiscono in strada. L’ordinanza scade il 16 novembre. Per capire se Napoli saprà offrire ai suoi ragazzi qualcosa di meglio di un marciapiede sotto casa d’altri, servirà più di un mese.




