Trent’anni di carcere ciascuno per Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi. La terza sezione della Corte d’assise d’appello di Napoli ha confermato le condanne per il coinvolgimento nell’omicidio di Gelsomina Verde, la giovane vittima innocente della camorra assassinata il 21 novembre 2004, durante la prima faida di Scampia.
Il collegio ha accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Carmine Esposito, confermando le pene inflitte in primo grado con rito abbreviato. Secondo la ricostruzione dell’accusa, i due avevano scortato l’auto sulla quale si trovava la ragazza.
Il sequestro e l’omicidio durante la faida
Gelsomina aveva 21 anni. I suoi assassini la ritenevano in possesso di informazioni su Gennaro Notturno, appartenente al gruppo rivale dei Di Lauro. La sequestrarono e la interrogarono per ore. Poi la uccisero e incendiarono l’auto con il suo corpo all’interno.
Per il delitto Ugo De Lucia ha già ricevuto una condanna all’ergastolo, confermata in via definitiva dalla Cassazione nel 2019. Le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno poi portato, nel 2023, alle accuse nei confronti di Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi.
La famiglia chiede di conoscere tutta la verità
Alla lettura della sentenza erano presenti la madre Anna Lucarelli e il fratello Francesco. Per la famiglia, il verdetto rappresenta un altro passaggio giudiziario, ma restano aspetti da accertare.
Francesco Verde ha ricordato che i due imputati non hanno fornito elementi nuovi. Ha chiesto che vengano ricostruiti tutti i ruoli e individuate eventuali altre persone che aiutarono gli assassini. A quasi ventidue anni dalla morte di Gelsomina, la richiesta della famiglia resta quella di conoscere fino in fondo ciò che accadde alla ragazza.




