Focus Napoli – Fiorentina. Contro i viola, pioggia di gol al freddo di mezzogiorno

NAPOLI -Viene da dire: “Povera Fiorentina”, malcapitata protagonista del tiro a bersaglio andato in scena oggi al Diego Armando Maradona. Il Napoli ritrova, di punto in bianco, tutta la verve smarrita e annichilisce i viola con sei reti, chiudendo giĂ  il discorso nella prima frazione di gioco, chiusasi sul 4:0 per gli azzurri. A segno Insigne (5′, 72′ rig); Demme (36′); Lozano (38′); Zielinski (45′); Politano (89′).

COSA E’ PIACIUTO

Buona cosa presentarsi in finale di Supercoppa dopo una prestazione come quella di oggi. Non perfetta, ma convincente. La partita dura solo un tempo, nel quale il Napoli ritrova il cinismo dei giorni migliori, segnando gol bellissimi, per preparazione, rifinitura e finalizzazione, che ricordano il Napoli di qualche anno fa, che certe tipoligie di gol era abituato a farne. Certo, molto ha contribuito una Fiorentina disastrosa da centrocampo a scendere, ma i meriti degli azzurri, in questa vittoria, sono innegabili e vanno riconosciuti. Anche la classifica assume un tono diverso, che vede il Napoli nuovamente in piena zona Champions.

Per caritĂ , dispiace per il ragazzo, ma l’assenza di Fabian, positivo al CoVid dopo gli ultimi tamponi, ha “costretto” Gattuso ad un centrocampo a due tutto muscoli, con Demme affiancato a Bakayoko. L’italo-tedesco ha giocato una partita piĂą che buona, se si eccettua lo svarione che, nel primo tempo, quasi regalava il pareggio alla Fiorentina. Il gol segnato, importante (quello del raddoppio), cancella il (quasi) danno. A corredo, una prestazione di personalitĂ , nel quale il mediano è stato sempre nel vivo del gioco, prendendosi le responsabilitĂ  di iniziare la manovra dal basso e assicurando, al tempo stesso, una percentuale di dinamismo fondamentale per la tenuta delle connessioni tra reparti. Molto piĂą funzionale Demme che Fabian, nel 4231, ma su questo ci eravamo giĂ  arrivati tempo addietro.

Tutto rose e fiori in attacco. Sei gol, manovre di gran livello e il cinismo giusto che serve a segnare e a vincere le partite. Sugli scudi Insigne, giunto a 9 reti in campionato ma una nota di merito va appuntata a Petagna. E’ grezzo nei movimenti, è sgraziato e scoordinato nele conclusioni, ma oggi è stato un assist-man perfetto. Due sponde che Insigne e Demme non potevano non tradurre in gol. L’ex-Spal non è il centravanti che ti fa ammaliare giocate tecniche ma è utilissimo per aprire spazi nei quali i compagni possono infilarsi. Oggi la Fiorentina ha sofferto principalmente i suoi movimenti a beneficio dei compagni, poi tutto il resto. Per il resto, tutti promossi, Lozano che ormai è una garanzia, Zielinski che oggi era in una nelle sue giornate di verve, Politano entra e segna, e si rivede anche Mertens. C’è l’esordio di Cioffi. Insomma, mezzogiorno di festa per tutti.

Difesa inviolata, altra buona notizia in vista della Juventus ed in generale, nonostante una certa sofferenza, jel primo tempo, nell’intervallo tra il primo ed il secondo gol. Però il muro difensivo ha retto, guidato da Koulibaly, che pian pianino sta ritrovando uno stato di forma adeguato alle esigenze di una squadra che finora ha subito gol con una certa facilitĂ . Buono anche il lavoro di Ospina, oggi assai sollecitato sul lavoro di costruzione di gioco ma che, quando chiamato in causa da portiere vero e proprio, non si è fatto trovare impreparato.

COSA NON E’ PIACIUTO

Paradossalmente, nonostante il punteggio rotondo con il quale si è arrivatri all’intervallo, il primo tempo ha visto il Napoli in grande sofferenza nella sua fase centrale, durante il quale la Fiorentina ha sfiorato piĂą volte il pareggio, forse anche meritandolo. Ma nel calcio vince chi i gol li fa, non chi li sbaglia vantando poi meriti non attribuibili. Però, va detto, la Fiorentina è riuscita piĂą volte e entrare nel cuore della retroguardia partenopea, soprattutto con Ribery, sempre abile tra le linee a non dare punti di riferimento alla difesa del Napoli. Fortuna che il francese sia stato l’unico dei suoi in giornata propositiva, altrimenti erano dolori.

Con Demme e Bakayoko si è costituito quell’argine centrale che ha permesso di metabolizzare meglio le ripartenze dei viola. PiĂą problematico, per certi versi, l’assorbimento degli attacchi viola sulle corsie esterne, dove Biraghi e Callejon, durante il “famoso” intervallo di cui prima, hanno imperversato creando piĂą di un disagio a Hysaj e Mario Rui. Il gol del raddoppio, nel momento piĂą “caldo” (in questo pomeriggio di gelo, è un paradosso) dei viola è una liberazione anche per i due laterali che, da quel momento, non hanno piĂą grossi problemi nella gestione.delle folate avversarie.

Nota a margine per Callejon. Il grande ex della partita ritorna nello stadio che lo ha visto protagonista per sette stagioni. Fa sensazione averlo visto con una maglia diversa da quella azzurra, ma il calcio è anche questo. La vita continua, nonostante tutto, ma dispiace (per lui) che la sua prima da ex di lusso abbia combaciato con una pesante umiliazione per se stesso e per la sua squadra. Ti rifarai Calleti, sicuramente.

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