Scandalo bimbo disabile, l’urlo delle mamme: “I colpevoli devono pagare”

Scandalo bimbo disabile, l’urlo delle mamme: “I colpevoli devono pagare”

MUGNANO – Milena e Stefania sono due mamme di Mugnano che in questo momento rappresentano una cittadinanza ferita. Due persone dalle idee politiche contrapposte. Entrambe chiedono a gran voce un intervento immediato e le dimissioni degli esponenti dell’amministrazione autori dell’episodio alla Sequino. Non hanno figli che frequentano il plesso al centro dell’occhio del ciclone, nonostante tutto vogliono lanciare un grido di aiuto. Sono pronte ad intervenire con una manifestazione pubblica o una raccolta firme per accertare la verità.


Perché avete accettato questa intervista?

M: Ho cercato un canale affinché arrivi la mia richiesta d’aiuto. Voglio capire perché questo politico ha agito così. Hanno il potere e devono rispettare i cittadini. Siamo tutti uguali anche davanti all’amministrazione di Mugnano. Voglio che sia fatta chiarezza ai genitori del bambino diversamente abile e che siano tutelati tutti i bambini della scuola pubblica e privata.

S: Voglio gridare ai media la posizione di un gruppo di mamme indignate, spinte dalla voglia di trovare immediata giustizia per questa vicenda. Pretendo che questa storia non cada nel dimenticatoio. Tutti possono sbagliare arrecando un’offesa ma questo episodio è molto grave. Mi aspetto che venga fuori il nome. Voglio far provare vergogna a coloro che non la provano.

Qual è stata la vostra prima reazione all’accaduto?

M: Sono rimasta schifata. In qualità di mamma non voglio essere governata da queste persone. Anzi ho paura che le sorti della città siano nelle loro mani. Ho letto delle pressioni alla preside Chieffo da parte di un esponente dell’amministrazione, e sono rimasta incredula. Così come i miei due  bambini e le molte mamme che mi sostengono. Uno scolaro, qualunque sia la problematica, non deve essere discriminato nell’arco della sua vita.

S: Mi fa molto male apprendere dai media queste notizie. Il sindaco nei suoi comunicati annuncia che penserà a fare chiarezza; io non  voglio un futuro ma un presente. Deve essere garantito il ruolo di madre e non deve essere offeso. Non ho un bambino diversamente abile a casa, e non mi sentirei garantita se lo avessi. Mi auguro che la stampa abbia mentito e di vivere in un sogno. Non voglio immaginare che ci sia un membro  della maggioranza coinvolto.

Cosa vi aspettate dall’amministrazione?

S: Se Porcelli non garantisce questa causa di dignità sociale, io scendero in campo con una raccolta firme. Girerò per tutte le case. Il responsabile ci deve delle pubbliche scuse, dopodiché si deve dimettere poiché non ci rappresenta. Inoltre doveva subito convocare un consiglio comunale straordinario.

M: Deve far dimettere l’esponente politico. Non deve nascondere la vicenda oppure dare un contentino con dei manifesti. Non bastano le scuse pubbliche ma vogliamo la soluzione del caso. Bisogna che tutti i consiglieri dibattano pubblicamente di fronte ai cittadini.

 Secondo voi come si è comportata la preside Chieffo ?

S: Nessuno le ha manifestato il giusto sostegno morale, le siamo vicine.

M: Voglio fare un grande elogio alla direttrice perché ha agito in modo appropriato.

 Avete votato quest’amministrazione?

S: Io si. Ecco perché sono rimasta incredula nell’apprendere che un amministratore possa ricattare un dirigente scolastico. Posso capire i misfatti amministrativi ma non tollero questo episodio di iniquità sociale verso i minori. Il primo cittadino nell’ambito del suo mandato ha il dovere di tutelare il sociale e parità diritti.

M: Io no e questo episodio mi conferma la mia scelta. Non deve passare il messaggio che tramite il politico di riferimento si possano avere vantaggi. E’ accaduto un gesto orribile. Io e Stefania concordiamo nel sottolineare che questo non è un caso politico, infatti siamo indignate entrambe. Devo dire che però il silenzio di molti consiglieri di maggioranza e dell’opposizione è assordante.  

Qual è stata la reazione dei vostri figli sapendo che dovevate essere intervistate?

M: I miei figli mi hanno fatto molte raccomandazioni per far sottolineare il loro sdegno. Non sono abituati a questi episodi.

S: Mio figlio mi ha incitato a denunciare fino in fondo l’accaduto. Si stupisce del comportamento ricattatorio fatto dall’adulto.

 Oggi le scuole vivono grandi disagi a causa dell’esiguo numero dei maestri di sostengo, esistono alternative?

S: Mi aspettavo che un rappresentante andasse dal dirigente scolastico ad offrire un sostegno proveniente dal campo degli lsu o dei volontari.

M: Dovevano chiamare le associazioni che si occupano di sostegno o interpellare il servizio riabilitazione Asl.