Il Napoli ci prova per tutta la partita, ma il muro Roma tiene: 0-0

Il Napoli ci prova per tutta la partita, ma il muro Roma tiene: 0-0

Il Napoli schiaccia la Roma nella sua metà campo e rischia quasi niente. Uno Szczesny in giornata di grazia salva il risultato in più occasioni

@Saverio Nappo

NAPOLI – Qualcosa non va. Ma non è qualcosa di tangibile, che comprometta o abbia compromesso. E’ più qualcosa di latente. Una sfumatura. Un “te l’avevo detto!” che non vorresti mai aver sentito. Ci sbatti la testa, più volte, mentre le immagini scorrono rapidissime avanti ai tuoi occhi chiusi.

Cerchi di capire cosa poteva essere fatto in più, cosa diversamente. Per chi crede nell’ordine naturale delle cose, per chi crede nell’ordine cosmico che regna su tutto, Fuorigrotta dev’essere stato davvero un caos pazzesco. Ma non per quell’adorabile confusione che invade il quartiere, per i motorini che sfrecciano troppo veloci ma incredibilmente senza urtarsi mai, per le auto che sono parcheggiate in posti inadeguati e in modi impensabili. Ma piuttosto perché nell’aria c’era qualcosa che non andava.

Un’allerta forse superflua, l’eccessiva minuzia nei controlli, fuori e dentro lo stadio, fin’ anche l’orario del fischio d’inizio, pericolosamente dopo pranzo, hanno trasformato il San Paolo, da che doveva essere un taglia gambe per gli avversari a una sorta di oratorio, animato da sussulti che somigliano un po’ a quando, nel cuore della notte, ci svegliamo all’improvviso, siamo lucidissimi e pensiamo di non riuscire ad addormentarci più, ma dopo neanche un respiro completo siamo di nuovo nel mondo dei sogni. Il sold-out, nei big match, del resto, quasi mai significa “uomo in più”. Beffarda tradizione!

Garcia appare intenzionato ad affrontare il Napoli di Sarri, il professore, a viso aperto, schierando la sua miglior formazione. Le due ali, Salah e Iago Falque, a supporto della punta centrale, Dzeko. Centrocampo amalgama di solidità e qualità, Pjanic-De Rossi-Nainggolan.

Difesa non impeccabile ma classica con Florenzi-Digne terzini e Manolas-Rudiger centrali, avanti al portiere, innominabile, Szczesny. Vi starete chiedendo cosa ci sia di strano in tutto ciò. Ebbene il 4-3-3 schierato da Garcia tutto è stato eccetto un 4-3-3 tradizionale. Una scelta che stravolge totalmente le leggi del calcio e che avrà fatto disgustare gli stessi dei del pallone.

Due uomini su Higuain a marcargli anche l’ombra, le ali su Insigne e Callejon, marcatura a uomo su Jorginho, interdizione senza fronzoli su Allan. Risultato? Tiri in porta della Roma: zero. Palloni giocati dalla Roma in aria di rigore del Napoli: cinque. In 93 minuti. Neanche il Frosinone che lotta per salvarsi gioca così. Forse dovrebbe. Al San Paolo finisce 0-0.

Si sa che a Napoli non può andare tutto storto per davvero. Difatti, nella giornata del catenaccio “trapattoniano” della Roma, che spegne il gioco e lo spettacolo, brilla accecante la stella di Kalidou Koulibaly. Chi pensa che il calcio sia solamente reti gonfiate, calci di punizione tirati magistralmente o triangolazioni perfette, si sbaglia di grosso.

E se non credete a me, potreste chiedere a Koulibaly cosa ne pensa. Magari vi chiamate Iago Falque e giocate per la Roma e provate a superarlo. Pero lui non è d’accordo e prima vi sradica il pallone dai piedi, letteralmente, poi guadagna metri con una rouleta da fantasista e scarica sul compagno vicino, recuperando la posizione mentre parte il contropiede. Oppure lo state pressando e lo avete quasi spinto in fallo laterale, però lui non è d’accordo e prima raggiunge il pallone in velocità, poi lo scarica sul compagno, alle sue spalle, di tacco. Insomma, un muro, solido, bello da vedere. Sarà anche colpa sua se Reina guarda l’ennesima partita senza pagare il biglietto, non sporcando né guantoni né pantaloncini.

-Che peccato! Non ci voleva! Maledizione! – Quando il pallone non vuol saperne di entrare bisogna farsene una ragione. Il calcio è sacro e profano, in salsa bianco-azzurra. In serata, la Fiorentina ha preso tre palloni a Torino da una Juve apparsa in gran forma. Non tutti i mali vengono per nuocere, si potrebbe dire.

Inter 36, Napoli 32, Fiorentina 32, Juventus 30, Roma 29. Domenica c’è l’Atalanta a Bergamo, una bestia nera, come il Bologna. Non c’è altro verso, bisogna battere se stessi. Insistere. Attaccare e difendere. Fare la scelta giusta, ogni giorno. Ogni momento. Perseverare. Solo la perseveranza innalza i vincitori.