GIUGLIANO – Dolore ed incredulità a Licola Mare per la tragedia avvenuta sabato scorso nella casetta sulla spiaggia, dove un 44enne ucraino ha prima ucciso la moglie e la figlioletta e poi si è suicidato (morendo però qualche ora dopo in ospedale).
All’esterno dell’abitazione conoscenti e vicini hanno portato peluche, lumini e biglietti con scritte in ricordo della famiglia. Il movente più accreditato per la strage familiare – su cui indaga la Compagnia dei Carabinieri di Giugliano – al momento sarebbe quello della gelosia, in particolare l’attenzione si sarebbe focalizzata su di un messaggio ricevuto dalla donna all’alba che avrebbe scatenato quindi il folle raptus dell’uomo, dipendente di un vivaio di Cuma.

La donna (30enne) sarebbe stata colpita dunque all’improvviso con un’ascia, senza avere neppure il tempo di urlare. Nessuno dei vicini, infatti, si è accorto di nulla. Subito dopo l’uomo avrebbe accoltellato la bambina di 4 anni (sordomuta) che dormiva, per poi tagliarsi con lo stesso coltello alla gola. La tragedia è stata scoperta dal datore di lavoro che si è trovato davanti a sé una scena orribile.
Per fare piena luce sul duplice omicidio-suicidio si attendono ancora i risultati dell’autopsia sui tre corpi che dovrebbe essere eseguita nelle prossime ore. Fondamentali per le indagini potrebbero risultare anche gli esami tossicologici dell’uomo.
Intanto, in attesa del dissequestro delle salme da parte del magistrato, i parenti – il fratello di lei ed il fratello di lui che vivono entrambi a Licola Mare – stanno promuovendo una raccolta fondi alla quale hanno aderito già una salumeria ed una caffetteria-tabacchi di piazza Cristoforo Colombo, oltre ad un negozio di prodotti tipici ucraini di via Ripuaria a Varcaturo. Gli abitanti del quartiere, nel proprio piccolo, stanno dando una mano con le donazioni anche se la cifra da raggiungere sarebbe di oltre 10mila euro.
Dopo i funerali che si terranno in una chiesa della zona, dunque, il desiderio dei familiari è quello di assicurare una degna sepoltura ai tre corpi nella terra d’origine.




