‘NAgioia: il dipinto impressionistico che si ammira da Palazzo San Giacomo

NAPOLI – Quello che si ammirerebbe da Palazzo San Giacomo, la sede del Comune, sarebbe un dipinto impressionistico: un panorama minimal costituito da pochi elementi quali l’asfalto, il bianco tenue della Stazione Marittima che interrompe la linea dell’orizzonte, il cielo ed il mare. Purtroppo lo stato dei lavori in corso non ci è amico e squarcia brutalmente questa poesia visiva, ponendo davanti ai nostri occhi transenne, basi in cemento e spartitraffico.

Piazza Municipio era un tempo famosa per la suffregna, acqua naturalmente gassata e ricca di sali minerali, che i napoletani erano soliti raccogliere in vasi di coccio, e’mummare, dalle quattro fontane che si trovavano lungo il pendio che separa Piazza Municipio da Via Acton, la strada intitolata al diplomatico inglese del lungo regno ferdinandeo, nonché amante della Regina Maria Carolina d’Austria. Con il colera del 1973 la diffusione dell’acqua di mummara, poi, fu proibita e le sue fonti chiuse.

San Giacomo a Napoli è vicino di casa di San Carlo: a pochi passi dalla casa dell’Amministrazione, infatti, alle spalle dello splendido colonnato del Plebiscito, la storia ha vestito di neo classico il teatro dei teatri, musicando Napoli in un assolo di onnipotenza culturale infinito a suon di flauti magici di Mozart, di otelli di Rossini, e di censurate traviate verdiane.

Napoli è gioco di sguardi. Spalle al San Carlo, a destra la Biblioteca Nazionale ed a sinistra Piazza Trieste e Trento, avant- scène della grande Plebiscito. Di fronte a noi una delle entrate della floreale Galleria Umberto. Qui, in un portone condominiale, al secondo piano, quasi sembra nascondersi il Museo Ascione, alias il museo del corallo.

Gli Ascione, con azienda a Torre del Greco, lavorano il corallo da più di due secoli ed in Italia, con casa Savoia, ne sono divenuti i primi produttori.

Pregiati rami di corallo, raccolti lungo le coste africane perlopiù, gemmano gioielli, cammei e monili d’un’altissima ricercatezza. Chi ama il bello e l’eleganza saprà riconoscere ed apprezzare ogni particolare di lavorazione e manifattura.

A Maria Josè, regina di Maggio e consorte di Umberto II, che adorava Napoli ed i suoi fini ambienti intellettuali, fu donato un sautoir, uno splendido laccio di pregiata fattura. Questa amava girare per le strade della Città, muovendosi con sobria eleganza e lasciandosi cingere la vita dal fine accessorio che all’epoca fece tendenza, provocando la classica spontanea e timida imitazione dalle ragazze degli anni del Charleston.

Pur conservando la tradizione di cui è ricca, la ditta Ascione riesce continuamente a rinnovarsi, mantenendo come requisito essenziale uno stile sempre moderno che è il risultato di un’attenta ricerca d’originalità e innovazione.

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