Quando il pugilato diventa una scelta di vita

Quando il pugilato diventa una scelta di vita

La scuola pugilistica del maestro Salvatore Pizzo si prepara a partecipare da protagonista al prossimo “Guanto d’Oro 2017” in programma dale 30 giugno al 2 luglio. Abbiamo intervistato il maestro, artefice di molti altri successi ottenuti, negli anni, in tutta Italia

@Saverio Nappo

GIUGLIANO – C’è un torneo di pugilato alle porte. Il ring è già pronto ad ospitare atleti proveniente da tutta Italia. In palio c’è il Guanto d’Oro 2017. Si combatte in Calabria, a Rossano, non lontano da Cosenza, dal 30 giugno al 2 luglio. Le formalità burocratiche sono già state ovviate da tempo. Ci ha pensato Salvatore Pizzo. Il maestro, come lo chiamano i suoi ragazzi. Lo intervisto nel primo pomeriggio nella sua palestra a via Pietro Colletta a Giugliano. Fuori è così caldo che, chiunque abbia avuto il coraggio di starsene in giro, cerca riparo in ogni ombra. La palestra, a quest’ora è deserta. Il turno del mattino è finito da un po’ e quello del pomeriggio comincerà a breve. Il maestro, Salvatore Pizzo, è da solo, su un tapis roulant. Si allena, in silenzio. Mi avvicino per salutarlo. Quando gli sono accanto, sbircio il timer: dice “20 minuti”. Non posso non aver rispetto di un uomo che abbia corso per quel tempo – velocità e pendenza certo non erano a livello base – con quelle temperature.

Pugilato e dottrina, parte 1

Gli chiedo se posso chiamarlo “maestro” pur non avendo mai partecipato a nessuno dei suoi allenamenti. La sua cordialità mi stupisce. Lui corre, resta concentrato ma, minuto dopo minuto durante la nostra conversazione, riesce a creare una connessione. Un feeling comunicativo. Gli chiedo allora di parlarmi del suo lavoro, di quello che fa e del torneo nazionale al quale il suo team parteciperà tra qualche giorno. Sottolinea immediatamente che per partecipare a questo torneo la selezione è rigidissima. Il prestigio in palio è enorme. Non si scherza. Capisco che il messaggio è anche per me, tra le righe. Non si scherza, non si gioca. È tutto serio. Lo sport, il pugilato è una cosa seria. Salvatore, il “maestro”, continua a correre mentre mi parla. Mi riscopro ad invidiare il suo stato di forma fisica e psichica. Se pensate che mantenere la concentrazione e la lucidità, parlando mentre si corre, beh, provateci pure. Mi dice che il pugilato è la sua vita e che lo insegna per vocazione. Che questo sia diventato il suo lavoro, per lui, è una conseguenza.

Pugilato e dottrina, parte 2

Mi spiega che in vent’anni di pugilato – praticato ed insegnato – sul territorio giuglianese, ne ha viste di tutti i colori. Ha visto talenti perdersi e scomparire per sempre dai ring ma ha visto decine e decine di ragazzi diventare uomini proprio sul suo ring. Gli chiedo che cosa volesse intendere. Lui corre e per un attimo mi guarda sorridendo. Mi dice che, come ogni sport in generale, il pugilato aiuta a formare i ragazzi. Li aiuta a formarsi emotivamente. Fare i conti con l’adrenalina, mantenere il controllo, escogitare strategie, studiare nuove tecniche di allenamento sono tutte esperienze formative che inevitabilmente spingono i ragazzi a crescere come individui. A diventare uomini, appunto. Penso che non sia stato assolutamente un caso che alcuni dei suoi ragazzi siano diventati Campioni d’Italia in varie categorie. Gli chiedo, quindi, di descrivermi il suo approccio. Il timer del tapis roulant continua a scorrere impietoso ma Salvatore sembra non accusare stanchezza alcuna. Sorride, anzi. E mi risponde, lucido.

Pugilato e dottrina, parte 3

Mi spiega che, per lui, l’allenatore – il maestro – deve essere come un padre. Non ci si può interfacciare solo in ambito sportivo. Se si vuole che lo sport formi un ragazzo a 360 gradi, allora anche l’allenamento e l’indottrinamento deve abbracciare la vita stessa dei ragazzi a 360 gradi. Salvatore mi spiega che accade spesso che arrivino ragazzi dalle comunità, forse alla ricerca di se stessi. Lui li accoglie, li forma. Gli vuole bene. Come un padre. Ed i risultati sono evidenti. La sensazione che ho ascoltando il maestro Pizzo è che lui viva per i suoi ragazzi. Mi parla con una gioia coinvolgente di Giuseppe Coloiacono e di Nicola Goiaschini e di molti altri. Tutti campioni nazionali per le rispettive categorie. Tutti figli suoi. Proprio Coloiacono e Goiaschini rappresenteranno la sua scuola di pugilato, la “Pugilistica Pizzo Giugliano”, al Guanto d’Oro 2017. Prima di salutarlo e dopo averlo ringraziato gli chiedo se pensa che i suoi ragazzi abbiano buone possibilità di vincere il Guanto d’Oro (peso Mosca e peso Medio). Mi sorride, per l’ultima volta: «noi andiamo a vincere, sempre».

Pugilato e dottrina, parte 4