Pena di morte a Napoli Nord, l’esecuzione è a colpi di roghi tossici

Pena di morte a Napoli Nord, l’esecuzione è a colpi di roghi tossici

Puntuale con le discussioni su nuovi impianti per il trattamento rifiuti arriva la stagione degli incendi criminali


GIUGLIANO – Tutti condannati a morte, la sentenza sembra incisa su pietra e ad emanarla, quotidianamente, ci pensano i professionisti del rogo tossico ed i loro mandanti. Ieri l’ennesimo colpo inferto a questa terra martoriata, terra dei fuochi ma anche terra dei morti viventi.

Puntuale con l’estate il picco dei roghi si impenna, in barba a numeri sbandierati e proclami. Col caldo e le finestre aperte si gode meglio del naturale aerosol offerto dai generosi filantropi. Non solo la bella stagione a far da cornice ai fuocherelli, però: curioso che ogniqualvolta si cominci a parlare di nuove strutture per il trattamento rifiuti – inceneritori, impianti per il biogas e via dicendo – i roghi “pappuleano” come in un’enorme calderone di ragù. Un po’ come dire: vedi? meglio l’inceneritore, no? così togliamo tutta questa immondizia da strada, è il male minore. Ti conviene.

Già, conviene. Conviene a chi ha fatto affari e continua a farli barattando anche la salute dei propri figli prima per interrare, poi per bruciare, infine per costruire. Conviene a chi riceve la cento euro per far sparire gli scarti degli opifici che lavorano rigorosamente in nero, o per incendiare a comando la pira già pronta per mandare un messaggio di fumo e di morte alla popolazione e a chi la amministra. Conviene anche ad un settore sanitario che sui malati di tumore regge un discreto business. Maledetti stili di vita che ci fanno, loro sì, ammalare. Mica la diossina, vero?

Morti e roghi non se ne contano più, altro che dati confortanti. I politici giocano a farsi la guerra su argomenti futili, dimenticando che sotto attacco ci sono anche le loro famiglie. Dimostrazione, l’ennesima, che le decisioni che contano si prendono altrove. Apprezziamo il coraggio e la buona volontà nel non ammettere la disfatta ed andare tutti a casa, maggioranze e minoranze, politici navigati e di primo pelo. Tutti condannati a morte insieme ai cittadini che rappresentano.

Almeno negli altri paesi la pena capitale è eseguita velocemente. Qui invece hanno deciso che dobbiamo morire un po’ alla volta. Come ieri. Come oggi?