Allan Marques Loureiro è davvero impressionante

Allan Marques Loureiro è davvero impressionante

Se pensate che per scalarele preferenze di Mister Sarri sia sufficiente giocare bene vi sbagliate di grosso. Bisogna essere determinanti. Bisogna essere in grado di spostare la propria asticella di volta in volta. Un po’ come fa Allan

@Saverio Nappo

NAPOLI – Impressionante. È stata l’ennesima serata in cui i “tre d’avanti” hanno rubato la scena e conquistato tre punti importanti: quasi non ci accorgiamo più della loro letale efficacia offensiva. È, però, in mezzo al campo che si genera l’equilibrio. L’ho visto farlo, sono rimasto impressionato. Eppure, di questi tempi, in questa squadra, rubare la scena a qualcun altro è cosa assai complicata. Come detto, l’intero reparto offensivo sembra vivere una competizione a se stante, dove ogni interprete cerca di superare se stesso e il compagno di reparto. I terzini sono in stato di grazia tanto che uno di loro – Ghoulam – si è messo a sfornare assist e goal a ripetizione come mai gli era riuscito, finora. Ieri sera, nell’esordio casalingo in Champions contro il Feyenoord, anche Reina era occupato a ripulire il suo nome da qualche prestazione discutibile di troppo (un rigore parato e almeno 4 interventi puliti per lui). Insomma, splende il sole anche di notte quando gioca il Napoli ma qualcosa brilla tanto da offuscare la luce complessiva: Allan Marques Loureiro. Impressionante.

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La ragnatela di Allan (in verde i passaggi riusciti, in rosso quelli sbagliati)

Allan è uno di quelli maggiormente esposti alla turnazione dei centrocampisti. Le sue caratteristiche spesso gli fanno preferire altri compagni di reparto, più adatti a determinate partite. Quando la competizione è così spietata, anche un passaggio sbagliato in allenamento può risultare determinante: la titolarità è stabilita da così tanti fattori da sembrare ogni volta una sorta di algoritmo complicatissimo. Così capita che, lo scorso febbraio, alla vigilia della sfida di ritorno contro il Real, qualcosa cominci a scricchiolare: la pazienza. Non dev’essere semplice accettare la panchina, soprattutto nelle competizioni europee, se sei reputato uno dei migliori centrocampisti dell’intera serie A e, ovviamente, della tua squadra. Ma Mister Sarri è un abile calcolatore che non lascia niente al caso. Non se lo perdonerebbe. Lui è uno abituato a prevedere le partite, le sue dinamiche e i suoi esiti (positivi o negativi che siano). Sulle colonne della Gazzetta, – 14 febbraio 2017 – il suo procuratore manifesta una certa insofferenza e non lascia buoni presagi per la stagione successiva. Comprensibile, per carità. Tuttavia, oggi è il 27 settembre e Allan non solo è ancora a Napoli ma è impressionante la sua verve e la sua attitudine ad arginare e generare gioco.

La partita di Allan al Bernabeu: da qui è partita l’evoluzione del 5 bianco azzurro

La scorsa stagione, proprio dalla sfida di ritorno al Real, ha preso una piega totalmente diversa: Allan ha imboccato una strada nuova, asfaltata con ogni obiettivo personale raggiunto, abbellita con la positività tipicamente brasiliana. Positività, esatto. Perché, se da una parte i numeri ci hanno poi descritto un centrocampista semplicemente gigante (29 presenze, 56% precisione al tiro ma soprattutto 86% di precisione nei passaggi), dall’altra parte Allan sembra trasformarsi totalmente. Il giocatore avido di palloni, cattivo e carogna su ogni avversario che transita dalle sue parti, diventa un tenero padre di famiglia, sorridente e disponibile con i suoi figli, amorevole ed innamorato di sua moglie. Basta accostare i suoi numeri al suo profilo Istagram per assumere un’espressione facciale del tipo: «ma che diavolo?». Sembra davvero incredibile come tutta quella veemenza in campo muti così drasticamente in qualcosa di totalmente opposto. Eppure accade. Anzi, è proprio questo l’equilibrio su cui Allan sta costruendo la sua solidità mentale, fondamentale per il miglioramento delle sue prestazioni fisiche-tecniche-tattiche. Più Allan sorride, più like ottiene, più riesce ad essere determinante.

Quando Allan, qui intervistato da Premium, al minuto 0:17 dice “abbiamo pressato alto tutta la partita”, sta parlando di se, se stesso e se medesimo

Difatti, in questo inizio di stagione, i suoi numeri hanno subito un’impennata clamorosa: 67% (+11%) di precisione al tiro, 91% (+5%) di precisione nei passaggi e già un goal segnato (lo scorso anno il goal arrivo solo a marzo, contro l’Udinese). Contro il Feyenoord, ieri sera, la sublimazione della sua importanza in campo. Per Maurizio Sarri è il primo nome sulla lista dei titolari, secondo solo al capitano Marek Hamisk. Lorenzo Insigne ha segnato un goal da grandissimo, in progressione frontale, con la palla attaccata al piede e la precisione di pochi. Mertens è un avvoltoio instancabile, una fonte di energia ed idee inesauribile. Callejon è onnipresente e da quest’anno ha una promessa fatta a se stesso da mantenere: superare il numero di goal stagionali dello scorso anno. “Insigne, Mertens, Callejon” illuminano ma Allan acceca. Ride sereno, morde le caviglie degli avversari, accarezza le guance dei figli, demolisce le aspettative dei suoi diretti avversari. Guardavo il campo, ieri sera, senza batter ciglio. Seguivo i suoi movimenti che dettavano il ritmo e scandivano il tempo. L’esito della manovra era preannunciato dalle traiettorie disegnate dai suoi spostamenti. L’Allan di oggi è una sentenza. Ieri sera, nella vittoria contro gli olandesi, 6 intercetti netti (uno contro uno), un passaggio chiave. Al novantesimo, sul punteggio di 3-0 l’ho visto in pressing alto, a supporto dei tre d’attacco, sul limite alto dell’area di rigore avversaria. E pensare che è soltanto uno dei pezzi dell’ingranaggio.

Se qualcuno volesse fare un veloce ripasso di ciò che Allan ha mostra in questi anni in maglia azzurra, questo è il video giusto da guardare