Strage della funivia di Mottarone, convocati i dipendenti: “Persone informate sui fatti”

Strage della funivia di Mottarone, convocati i dipendenti: “Persone informate sui fatti”

“La cabina era sostanzialmente arrivata al punto di sbarco, si vede che sussulta e torna indietro”. Lo ha spiegato il procuratore della Repubblica di Verbania


PIEMONTE – “La cabina era sostanzialmente arrivata al punto di sbarco, si vede che sussulta e torna indietro”. Lo ha spiegato il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, che ha visionato una piccola parte dei video delle telecamere di sorveglianza della funivia del Mottarone.

“La visuale – ha precisato – è però limitata alla zona dell’arrivo”.  L’ipotesi della ‘forchetta’ che fa parte del sistema di blocco è parte degli accertamenti da fare. “Dal video non si vede” ha aggiunto il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, che con il pm Laura Carrera indaga sull’incidente. “La ‘forchetta’ – ha aggiunto – è un meccanismo che fa parte del sistema di blocco e sblocco della cabina e se sia stato inserito o meno dovrà essere accertato”. Riguardo alle attese iscrizioni nel registro degli indagati, il procuratore, rispondendo ai giornalisti che hanno chiesto se aveva già ipotizzato quante fossero all’incirca, ha risposto: “è inopportuno fare i numeri. Dipenderà dal risultato delle acquisizioni documentali” che verranno fatte nei prossimi giorni, quando “spero di avere un quadro più chiaro”.

Prima di ciò va ancora sciolto il nodo della proprietà dell’impianto e stabilire se sia di Regione Piemonte o comune di Stresa o se sia di entrambe. Intanto inquirenti e investigatori stanno vagliando se convocare già alcune persone, soprattutto gli addetti all’impianto, come persone informate sui fatti. La loro testimonianza potrebbe essere utile in vista della consulenza tecnica affidata agli ingegneri del Politecnico di Torino. “Vorrei che facciano un primo sopralluogo a breve” per una prima analisi di quel che rimane della cabina che, ha aggiunto “non è facile rimuovere con i mezzi normali. Spero che i vigili del fuoco trovino una soluzione”. Intanto sono stati convocati nella caserma dei carabinieri di Stresa i primi dipendenti dell’impianto della funivia del Mottarone, per essere sentiti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Verbania sull’incidente di due giorni fa. Al momento da quanto riferito si tratterebbe di persone informate sui fatti. Informativa del ministro Giovannini alla Camera giovedì. Giovedì 27 Maggio alle 9:30 si terrà nell’Aula della Camera un informativa urgente del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini sul disastro del Mottarone.

Assessore Piemonte, proprietà di Stresa dal ’97 – La Regione Piemonte chiarisce che la proprietà dell’impianto del Mottarone è del Comune di Stresa dal 1997 anche se “la trascrizione non è potuta avvenire perché il Comune non ha prodotto gli atti più volte richiesti”. Ad affermarlo oggi in Consiglio regionale è stato l’assessore al Patrimonio, Andrea Tronzano, il quale ha poi precisato all’ANSA: “Noi siamo ancora nella fase di lutto, stiamo ancora pregando per la vita di Eitan, ma i titoli di oggi ci sollecitano a informare il Consiglio prima di tutti: il tema che è emerso in questi giorni merita una risposta”.

Nel 2007 la Regione Piemonte citò in giudizio la società Ferrovie del Mottarone chiedendo la “restituzione” del piazzale antistante la stazione di arrivo della funivia e “di porzioni immobiliari contigue alla stazione intermedia”. La causa civile terminò nel 2018 quando la Cassazione, confermando la sentenza della Corte d’appello di Torino, diede ragione all’Ente. Nel ricorso, la Regione affermò che i beni andavano riconsegnati al pari dei beni costituenti la funivia restituiti con verbale del 31 dicembre 1996.

I carabinieri di Stresa stanno effettuando acquisizioni dei documenti inerenti la manutenzione e la gestione dell’impianto della Funivia del Mottarone nell’ambito dell’indagine della Procura di Verbania sull’incidente di domenica in cui hanno perso la vita 14 persone. Da quanto riferito gli enti e le società interessate, come Regione Piemonte, Comune di Stresa e anche uffici ministeriali, si sono messi a disposizione degli investigatori. Il materiale sequestrato si aggiunge a quello già raccolto negli uffici della società Ferrovie del Mottarone.

l Papa esprime “grande dolore” per il “drammatico incidente” della funivia Stresa-Mottarone ed esprime ai familiari delle vittime “vicinanza e sentito cordoglio”. “Pensando con commozione a tante vite tragicamente spezzate mentre erano immerse nella meraviglia del creato, assicura la preghiera per quanti sono scomparsi, per chi li piange e per il piccolo Eitan, la cui delicata vicenda segue con trepidazione”. Così in un telegramma al vescovo di Novara. Il Papa “partecipa in modo particolare all’afflizione della comunità locale e della diocesi di Novara, e si stringe all’amato popolo italiano, sgomento per la grave tragedia”.

Un operatore tv è morto per un malore nella zona del Mottarone, dove domenica è precipitata una cabina della funivia causando la morte di quattordici persone. L’uomo, che in un primo momento si pensava fosse un tecnico, si era avventurato sui sentieri che portano alla cima della montagna. I tentativi di rianimarlo – informa il 118 – si sono rivelati in utili. Secondo le prime informazioni si tratta di un uomo sulla cinquantina; il nome e la testata per cui lavorava non sono ancora noti.

E’ un momento triste per la nostra Regione, domenica era il giorno della ripartenza, l’occasione per riassaporare il primo scampolo di vita normale. Il destino lo ha fatto coincidere con una tragedia immane”. Così il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha parlato nell’Aula del Consiglio regionale, che ha osservato un minuto di silenzio per le vittime del Mottarone. “In attesa che si chiarisca la verità, che dovrà essere chiarita con tutti i mezzi – ha aggiunto – apprezziamo che la Procura abbia subito aperto una inchiesta e che il ministro dei Trasporti abbia istituito una commissione di indagine: la verità dovrà emergere”.

Modificato il percorso del Giro d’Italia. “La direzione del 104/o Giro d’Italia di ciclismo – a seguito dei tragici eventi di domenica scorsa, che hanno coinvolto la funivia del Mottarone – e di concerto con il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, la Regione Piemonte e le altre istituzioni interessate, ha deciso di modificare il percorso della 19/a tappa della corsa rosa, in programma venerdì”. Lo apprende l’ANSA. “Il nuovo percorso sarà di 166 km e la partenza verrà data da Abbiategrasso alle 12,35. L’arrivo è previsto sempre tra le 17 e le 17,30.

La prognosi resta riservata e per ora non viene sciolta, ma è iniziato il processo di risveglio di Eitan, il bambino di 5 anni unico sopravvissuto nella strage della funivia del Mottarone, ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita. Il bimbo è stabile è ha passato una notte tranquilla, c’è ottimismo tra i medici. Per questo – spiega li direttore generale della Città della Salute Giovanni La Valle, “l’equipe del dottor Ivani ha iniziato l’iter per il risveglio che consiste nel ridurre i dosaggi dei farmaci che lo stanno tenendo in coma farmacologico. Nelle prossime ci sarà una riduzione sempre più graduale”.

Cavo tranciato e mancato funzionamento del sistema frenante di sicurezza. Sono questi i due punti cardine dell’indagine aperta  dalla Procura di Verbania per accertare le cause della tragedia della funivia del Mottarone in cui domenica hanno perso la vita 14 persone, tra cui due bambini di due e cinque anni. Unico sopravvissuto il fratellino di quest’ultimo, ora ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Regina Margherita di Torino.
Il giorno dopo il terribile incidente che ha distrutto cinque famiglie, il procuratore della repubblica Olimpia Bossi, che sarà affiancata dal pm Laura Carrera, ha aperto formalmente un fascicolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo con messa in pericolo della sicurezza dei trasporti e lesioni gravissime. E nelle prossime ore, non appena il quadro delle società e degli enti coinvolti nella gestione e manutenzione dell’impianto sarà preciso, si procederà alle iscrizioni nel registro degli indagati. Un atto dovuto come primo passo di una inchiesta tecnica, necessario per poi procedere con una consulenza che avverrà con la forma dell’accertamento irripetibile. L’incarico verrà affidato “a esperti in trasporti a fune, ingegneri altamente specializzati – spiega il procuratore Bossi – del Politecnico di Torino”. Accertamento a cui anche gli esperti nominati dagli indagati potranno partecipare.
Al momento gli inquirenti e i carabinieri, impegnati per raccogliere le prove nell’area dov’è avvenuto il distacco della cabina della funivia, oltre ad aver sentito una serie di testimoni, stanno ricostruendo società, competenze e ruoli: ci sono Ferrovie del Mottarone srl per la gestione, la Leitner di Vipiteno per la manutenzione, una società di Gallarate incaricata della revisione annuale con tanto di legali rappresentanti e, per lo meno, i responsabili della sicurezza. Un nodo da sciogliere è chi sia l’attuale proprietario della funivia. “Era della Regione Piemonte – ha precisato il magistrato – e ora dovrebbe essere il Comune di Stresa, ma non si sa se è avvenuto il passaggio di proprietà”. Passaggio che , ha assicurato in serata il sindaco del comune Marcella Severino, non “è ancora completato, per cui la proprietà è ancora regionale”.
Potrebbe dunque essere questione di ore il passaggio dell’inchiesta da ignoti a noti. “Sarà una indagine tecnica e documentale e non sarà lampo – ha proseguito – preferiamo muoverci con cautela”. L’ultima revisione dei cavi è del novembre 2020 e il 3 maggio scorso, come ha affermato in una nota la Leitner, sono stati effettuati “manutenzione e controllo delle centraline idrauliche di frenatura dei veicoli”; non sarà dunque facile capire perché la fune d’acciaio trainante si è spezzata e il freno a ganasce non si è attivato.
Per questo verranno esaminati i documenti sequestrati presso la società Ferrovie Mottarone, compresi i report relativi alla revisione, che per legge vanno trasmessi a un ufficio periferico del Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture. Verranno inoltre analizzati i filmanti delle telecamere di sorveglianza, sequestrate anch’esse con l’intero impianto, che riprendono arrivo e partenza della teleferica. Non solo quelli della giornata di domenica, ma anche quelli precedenti, per capire se emergano eventuali anomalie.
Intanto Leitner ha fatto sapere di essere a disposizione della magistratura, precisando che “i controlli giornalieri e settimanali previsti dal regolamento d’esercizio e dal manuale di uso e manutenzione sono in carico al gestore”. E nell’elenco dell’attività svolta negli ultimi mesi “secondo le prescrizioni della normativa vigente, sulla base del contratto di manutenzione sottoscritto con la società di gestione Ferrovie del Mottarone”, c’è anche quello di tre settimane fa sulle centraline idrauliche di frenatura di quella cabina che è schiantata al suolo le cui lamiere sono il simbolo di questa tragedia.

“Non si può morire portando la famiglia in un posto tranquillo, o cadere da un ponte, le condoglianze della politica mi fanno solamente più rabbia, perché la responsabilità di queste tragedie è la loro”. Sono le parole all’ANSA di Corrado Guzzetti, ristoratore di Vedano Olona (Varese), ex cognato di Vittorio Zurloni, il 55enne morto nella tragedia del Mottarone insieme alla compagna Elisabetta Personini, 37 anni, e al loro bimbo Mattia di 5 anni, ad appena un mese dal loro matrimonio.