Gronda Ovest, progetto ridimensionato ma dopo anni di attesa qualcosa si muove

Per anni l’area nord della Città Metropolitana di Napoli è rimasta ai margini delle grandi infrastrutture di trasporto, nonostante un bacino di centinaia di migliaia di abitanti costretto ogni giorno a convivere con traffico, tempi di percorrenza elevati e un trasporto pubblico spesso insufficiente.

Nel 2022 sembrava aprirsi una prospettiva completamente diversa. Nasceva infatti il progetto della “Metropolitana del Mare“, promosso dal comitato “Una Metropolitana per il Mare”, con un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: collegare la stazione della Linea 1 di Chiaiano con quella della Circumflegrea di Licola, attraversando l’area nord lungo il tracciato dell’Alveo dei Camaldoli. Un’infrastruttura capace di mettere in rete territori storicamente isolati dal punto di vista ferroviario e di offrire un’alternativa concreta all’automobile.

L’iniziativa trovò subito il sostegno delle istituzioni. Promotore è stato Luciano Borrelli, attuale sindaco di Calvizzano e allora consigliere delegato ai trasporti della Città Metropolitana. Alla presentazione ufficiale dell’epoca erano presenti il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore ai Trasporti Edoardo Cosenza e numerosi amministratori dell’area metropolitana.

Successivamente il progetto entrò nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) della Città Metropolitana, assumendo il nome di Gronda Ovest, con l’obiettivo di servire un bacino di circa 300 mila abitanti e con la prospettiva, in futuro, di integrarsi anche con una Gronda Est.

Oggi, però, il progetto presentato è profondamente diverso da quello immaginato quattro anni fa. La nuova Gronda Ovest non seguirà più il percorso dell’Alveo dei Camaldoli e non collegherà più direttamente Chiaiano e Licola. La soluzione individuata è una monorotaia sopraelevata di circa 8 chilometri che correrà lungo la Circumvallazione Esterna, con sette fermate tra Scampia, Mugnano, Villaricca e Giugliano, fino all’area del futuro ospedale e del centro commerciale Grande Sud, quindi immediatamente a ridossa del centro cittadino di Qualiano.

La scelta nasce dall’esigenza di contenere i costi e semplificare la realizzazione dell’opera. Con un investimento stimato di circa 640 milioni di euro, rispetto ai 2,5 miliardi del piano complessivo presentato inizialmente, il progetto punta comunque a servire diversi comuni del popoloso hinterland nord, sfruttando un’infrastruttura viaria già esistente e limitando gli impatti urbanistici.

È evidente, però, che rispetto alla visione originaria si tratta di un ridimensionamento significativo.

La nuova configurazione perde gran parte dell‘intermodalità prevista inizialmente, rinunciando al collegamento diretto con la Circumflegrea e lasciando fuori territori importanti come Marano, Calvizzano e Varcaturo, che nella proposta iniziale del 2022 avrebbero avuto un ruolo molto più centrale. Per questi comuni sarà comunque necessario potenziare il trasporto pubblico su gomma affinché la nuova infrastruttura possa essere realmente accessibile.

Nonostante questi limiti, sarebbe un errore considerare il progetto un passo indietro. Dopo decenni di annunci e occasioni mancate, la Gronda Ovest rappresenta il primo intervento concreto pensato per migliorare la mobilità dell’area nord di Napoli. Forse non è la “Metropolitana del Mare” immaginata nel 2022, ma è comunque un’infrastruttura capace di cambiare le abitudini di migliaia di pendolari e di aprire finalmente una nuova stagione per il trasporto pubblico dell’hinterland giuglianese.

Il progetto è certamente meno ambizioso rispetto all’idea originaria, ma il dato più importante è un altro: dopo tanti anni di immobilismo, qualcosa finalmente si muove. Ora la sfida sarà trasformare questo progetto in un’opera reale, evitando che anche questa occasione finisca nell’elenco delle promesse rimaste sulla carta.

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