A quasi ventiquattr’ore dallo scoppio, l’incendio divampato nell’area industriale di Airola, in provincia di Benevento, non è ancora domato. Le fiamme hanno interessato un impianto di stoccaggio rifiuti riconducibile alla Eco Energy, struttura già sottoposta a sequestro, per poi propagarsi a un secondo capannone appartenente a un’azienda diversa.
Il rogo è divampato ieri pomeriggio in via Carracciano, all’interno del sito industriale della Eco Energy. Le fiamme, partite da un capannone adibito allo stoccaggio dei rifiuti, hanno rapidamente raggiunto anche un secondo immobile, di proprietà di un’altra società operante nella stessa area.
Ancora questa mattina, all’alba, la colonna di fumo che si leva sulla zona risultava particolarmente densa e visibile a distanza. Sul posto operano almeno venti vigili del fuoco, con squadre giunte in rinforzo da Bonea, Salerno, Avellino e Caserta. Secondo le prime valutazioni degli operatori, le attività di spegnimento e bonifica potrebbero protrarsi ancora per diversi giorni, vista l’estensione dell’area coinvolta e la natura dei materiali presenti nei capannoni.
Parallelamente alle operazioni di spegnimento, i tecnici dell’Arpac hanno avviato il monitoraggio ambientale della zona. È stato installato un campionatore nell’area interessata dall’incendio, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti disperse nell’aria a causa del rogo. L’agenzia regionale sta inoltre valutando l’impiego di un laboratorio mobile, che consentirebbe rilevazioni più puntuali sulla qualità dell’aria nelle prossime ore.
In via precauzionale, il sindaco di Airola ha raccomandato alla cittadinanza di tenere chiuse porte e finestre, in attesa di sviluppi sul fronte dell’incendio e dei relativi controlli ambientali. La stessa indicazione è stata recepita anche da diversi comuni limitrofi, a conferma della portata dell’episodio e dell’attenzione con cui le amministrazioni locali stanno seguendo la vicenda.
Restano al momento da accertare le cause che hanno originato l’incendio. Tra le ipotesi al vaglio non si esclude quella dolosa, sebbene non siano ancora arrivate conferme ufficiali in tal senso. Il fatto che l’area fosse già sottoposta a sequestro rende la vicenda un capitolo che meriterà attenzione, una volta chiariti per intero i contorni dell’accaduto.
Un capannone sotto sequestro che prende fuoco non è un dettaglio da archiviare in fretta, ma una domanda che resta aperta, e che la magistratura, insieme agli enti competenti, dovrà sciogliere: cosa è realmente accaduto in quell’area, e perché proprio ora. Nel frattempo, ad Airola e nei comuni vicini si continua a fare i conti con il fumo e con l’incertezza di chi aspetta risposte.




