L’avvocato Sestile sul concorsone vigili urbani: “Il bando va annullato”

L’avvocato Sestile sul concorsone vigili urbani: “Il bando va annullato”

Aspiranti Comandanti della Locale Polizia Municipale affilate le penne e studiate scrupolosamente in vista del concorso ormai prossimo. Ma cosa? Se lo saranno chiesti in molti dopo aver letto il bando di concorso che lascia alla libera interpretazione l’individuazione delle materie e delle modalità di svolgimento della eventuale prova preselettiva e della prova scritta.


Agli articoli 6 e 7 del Bando vi è infatti una palese omissione: non è dato leggere quali siano le materie oggetto degli elaborati scritti e ciò rende difficoltosa la partecipazione al concorso stesso. Eppure il legislatore è chiaro nell’indicare quali siano i requisiti per la stesura di un bando di concorso pubblico. Infatti il testo aggiornato del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalita’ di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzioni nei pubblici, all’art 3, comma II, rubricato “Bando di Concorso” espressamente prevede che:” Il bando di concorso (..) deve indicare le materie oggetto delle prove scritte e orali, il contenuto di quelle pratiche”.

La pubblica amministrazione Giuglianese deve aver compiuto dunque un errore nella redazione del bando, che risulta essere poco chiaro ed impreciso e che soprattutto rischia di ledere i partecipanti, che non sono messi nella condizione di prepararsi adeguatamente al sostenimento delle prove scritte. Coloro che abbiano inoltrato domanda di partecipazione al suddetto concorso sono legittimati a proporre ricorso avverso il bando stesso per veder tutelata la propria posizione.

Impugnando il bando di concorso se ne contestano le clausole riguardanti requisiti di partecipazione che impongono agli interessati oneri manifestamente incomprensibili. Cimentarsi in una prova scritta senza aver avuto indicazioni precise circa le materie da approfondire pregiudica certamente il buon esito delle prove stesse.

Il ricorso andrebbe proposto innanzi al TAR Campania (Napoli) entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando.La mancata impugnazione del bando rende inammissibile i successivi provvedimenti di esclusione che si pongono quali atti meramente esecutivi ed applicativi del bando medesimo. (In soldoni: se non si impugna il bando non ci si può poi dolere del punteggio attribuito alla prova scritta per mancata indicazione delle materie oggetto d’esame).

Il sistema di selezione così approssimativamente descritto dalla pubblica amministrazione è pertanto pienamente censurabile in quanto la lesione della posizione giuridica degli interessati è direttamente causata dal bando stesso. Il ricorso al giudice amministrativo sarebbe scongiurabile allorché gli organi competenti provvedessero in via di autotutela a rettificare gli art. 6 e 7 del bando uniformandosi alle prescrizioni di legge ed indicando in maniera chiara e univoca le materie oggetto d’esame.

 

Giovanna Sestile, Avvocato amministrativista