Veleni a Casacelle. Cumuli di amianto a due passi dai campi di pomodori

Veleni a Casacelle. Cumuli di amianto a due passi dai campi di pomodori

GIUGLIANO – Una distesa di campagne in zona Casacelle a Giugliano è off-limits. Tre blocchi enormi di tettoie di eternit sono state sversate illecitamente. Rifiuti di ogni materiale e dimensione nella vicina masseria, accanto la vecchia chiesa sconsacrata di origine medievale.

@Armando Di Nardo

La stradina di collegamento con Parete è inaccessibile alle auto a causa dell’immondizia sparsa lungo la via. L’arredamento domestico ad aprire i battenti del percorso. All’abat jour, seguono porte in legno, sacchi di pellets pfeifer per stufe ancora sigillati. Molto probabilmente sono stati disposti e posizionati per il prossimo rogo tossico. Sarà utilizzato con ogni probabilità per la combustione. Sì, perché l’arteria di campagna durante il tragitto è una costellazione di residui di rifiuti bruciati.

L’aria rarefatta del caldo torrido si unisce all’odore acre del pattume incendiato. Ci sono ancora i miasmi a dimostrarlo. A destra e sinistra sorgono le coltivazioni di frutta e ortaggi di ogni specie. Il percorso giunge a destinazione. Sversamento di amianto. E qui scatta la denuncia del quotidiano Il Meridiano news. Lastre di eternit bruciate, tettoie di amianto diviso in blocchi. Una parte è nascosta sotto i rifiuti, è sgretolato ed esposto al vento e al sole. È coperto da sacchi neri grandi. Un’altra in cima ad una montagna di rifiuti.

Il terzo blocco cala sul sipario di una serra di pomodori e peperoni. Un passante forze di nazionalità africana attraversa in sella ad vecchio ciclomotore la via che da Casacelle conduce alla periferia di Parete. Ha un foulard che copre naso e bocca. Probabilmente è abituato a percorrere la strada e tenta di non respirare. Ma è impossibile non respirare. L’aria inquinata entra nei polmoni e a distanza di ore ancora resta quella sensazione di amaro che non riesce ad andar via.

La terra di Giugliano si avvelena ogni giorno. E la sua popolazione si nutre di quelle coltivazioni esposte all’inquinamento, si ammala di tumori e si resta inermi.