Retroscena scioglimento, patto bipartisan Pd-Pdl. Giugliano nelle mani dei poteri forti

Retroscena scioglimento, patto bipartisan Pd-Pdl. Giugliano nelle mani dei poteri forti

A settembre il TAR Lazio dovrebbe decidere sul ricorso proposto contro lo scioglimento del comune di Giugliano. Molto probabilmente la difesa rinuncerà alla sospensiva optando per una sentenza di merito che in tempi brevi possa fissare un primo punto fermo sulla illegittimità del decreto. 


Sono in molti a ritenere che il provvedimento di differimento delle elezioni amministrative per sospette infiltrazioni camorristiche sia alquanto generico e legittimamente infondato Difficilmente dovrebbe resistere al vaglio giurisdizionale. Che lo scioglimento sia frutto di una decisione politica ormai appare sempre più evidente soprattutto a chi ha avuto modo di leggere la relazione e successivamente i motivi del ricorso. 

D’altronde è impensabile ritenere senza voler entrare nel merito, che circa novantamila elettori possano essere privati del diritto al voto con un decreto ed una relazione di venti pagine in tutto. Ben altra è stata la consistenza di provvedimenti simili che hanno riguardato anche recentemente, città di importanza assai minore. 

Conoscendo la prudenza con la quale Pianese ha impostato tutta la sua attività amministrativa la commissione di accesso si è dovuta arrampicare sugli specchi per motivare uno scioglimento che molto probabilmente era stato già deciso altrove ed anzitempo. Infatti, alle pressioni del Pd presso il ministero degli interni perchè il voto fosse differito, non ha fatto seguito una sia pur minima difesa da parte dei parlamentari del Pdl. 

Interessi politici trasversali miravano alla eliminazione dell’ex primo cittadino e per dirla tutta, a favorire la nascita di un’amministrazione che potesse compiacere sia Topo che Cesaro da tutti ormai considerati i maggiori artefici delle vicende politiche degli ultimi tempi nei territori a nord di Napoli. Il coordinatore provinciale del Pdl e il capogruppo regionale del Pd giocano attualmente in queste zone una partita tutta propria e non proprio da avversari. Pare che essi volessero attuare a Giugliano quel progetto che era già stato sperimentato con successo alle elezioni amministrative di Villaricca e che nella vicina Qualiano porterà alla sconfitta di Onofaro. 

Tuttavia la spaccatura locale del Pd aveva reso impraticabile il piano. Giugliano quasi certamente sarebbe stata governata per altri cinque anni da un uomo del centrodestra vicino a Pianese ed in continuità con la sua azione amministrativa. Panico che andava raccogliendo inaspettatamente sempre maggiori sostenitori avviandosi ad una sicura vittoria, era stato il suo vice. Lo scioglimento è stato molto probabilmente un modo per prendere tempo ed organizzare il tutto al meglio. Obiettivo in qualche modo centrato. 

Nel caso in cui il TAR dovesse accogliere il ricorso e salvo altri colpi di scena, la città non andrà al voto prima della prossima primavera. Panico nel caso dovesse rimanere candidato del centrodestra, non avrà le stesse possibilità di affermazione mentre il Pd e il centrosinistra potranno presentarsi compatti sull’unico nome indicato da Topo. 

Giugliano potrebbe essere governata per i prossimi anni da qualche vassallo piegato a logiche di potere che non sempre si conciliano con gli interessi dei cittadini e supino alle decisioni prese altrove. Già è successo in passato con le amministrazioni di sinistra guidate da Gerlini e Taglialatela. Bassolino considerava il territorio giuglianese al servizio del capoluogo. Ne sono una testimonianza i milioni di ecoballe e le tante discariche di rifiuti. 

A Pianese intanto senza più alcun riferimento politico dopo l’arresto di Cosentino, non resta altro che sperare che il TAR gli tributi con l’annullamento del decreto di scioglimento almeno il giusto onore delle armi.