Consiglio comunale, Alfonso Sequino: “diciamola tutta, diciamola giusta”

Consiglio comunale, Alfonso Sequino: “diciamola tutta, diciamola giusta”

“Abbiamo assistito ad uno show: un consigliere di maggioranza propone di continuare la seduta anche oltre le ore 13, esce dall’aula e


“Abbiamo assistito ad uno show: un consigliere di maggioranza propone di continuare la seduta anche oltre le ore 13, esce dall’aula e non vota la sua stessa proposta. Poi rientra, ma avrebbe garantito il numero legale e quindi va via”

GIUGLIANO – Il Consiglio Comunale del 12 Novembre scorso ha manifestato alcuni aspetti importanti di questa Amministrazione. Innanzitutto il numero legale. Nonostante la maggioranza bulgara, dopo le elezioni, resta “risicato” ed alcuni consiglieri arrivano in anticipo solo per sostenere la seduta nei numeri, in attesa dei ritardatari, per poi andar via. Altri non si presentano in Consiglio per disinteresse o per un accordo politico mancato, a naso opterei per quest’ultima ipotesi ma fatto sta che l’agibilità delle sedute è sempre consolidata all’unità. Diciassette consiglieri con il Sindaco che devono star attenti anche a trattener bene i bisogni fisiologici.

I punti salienti di questo consiglio riguardavano: Le Linee Programmatiche del Sindaco, le Variazioni di Bilancio, i Debiti Fuori Bilancio e la Commemorazione del Basile. Le linee programmatiche, come ho tenuto a sottolineare in Consiglio Comunale, hanno ben poche cose concrete. Tra queste le più importanti si evidenziano il PIU Europa, il Piano Spiagge, l’Accordo di Programma NATO e la Delibera CIPE per le Compensazioni Ambientali, nonché il PUC (ex Piano Regolatore). La continuità amministrativa è un principio cardine dell’attività di gestione della macchina comunale ma avrei preferito sentire, alla stessa stregua di come è stato fatto per “le montagne di rifiuti lasciate qui dal passato”, che tutto ciò è frutto di una sana eredità della precedente amministrazione. Ma tale tatto sarebbe stato chiedere troppo. Oltre a ciò avrei preferito, ancora una volta, non ascoltare termini come idioti od altro per appellare i nostri concittadini. Ad ogni azione, anche se sconsiderata, il buon amministratore dovrebbe interrogarsi sulle cause ed ipotizzare o addirittura attivare tutte le azioni o risorse necessarie per contrastarla. Abbiamo il Super Poliziotto, inutile offendere, ci ha promesso una città sicura e vivibile mentre si sfugge ancora a tale discussione in Consiglio Comunale.

Le linee programmatiche sembravano tratte da un romanzo nel quale veniva descritto minuziosamente e con la giusta enfasi ogni piccola cosa, facendola apparir grande. Come ogni buon scrittore di Thriller, in premessa stimola fortemente gli stati d’animo del fruitore dell’opera innestando, tramite l’anticipazione, un alto livello di aspettativa e al contempo di incertezza, sorpresa, ansia e/o terrore. Tutto adrenalinico, dove si mette in risalto il pericolo che il protagonista sta correndo con accorgimenti tipicamente letterari quali falsi indizi, colpi di scena e complotti. La trama poi è di solito portata avanti dal cattivo che crea ostacoli, che il protagonista deve superare e che farà da gran super eroe, senza far mai mancare pathos. Mai messo in dubbio queste doti dello scrittore. Le conclusioni con elogi ed esaltazioni, a gran colpo di scena, vengono lasciate, chiaramente solo leggere, al fido adepto. Tutto concentrato in meno di due paginette fredde dove, tra l’ansia della lettura e la noia della trama profilata dopo 87 pagine di quasi totale inutilità, diventa difficile da seguire tanto da fargli perdere successo. Niente applausi e gli stessi coprotagonisti di quella triste storia che sta ancora una volta cercando di illudere un popolo speranzoso, scuotono la testa con fare compassionevole.

Fortunatamente, al termine, qualcuno li sveglia e ricorda che quel viaggio è finito e che la realtà, purtroppo, ci riporta a Giugliano. Giusto per ricordarlo a me stesso, il DOS e tutte le relazioni sono sempre pubblicate ed è sempre possibile verificare l’attuazione di ogni cosa scritta. Le variazioni di bilancio, possono essere deliberate non oltre il 30 novembre di ciascun anno ai sensi dell’articolo 42 e adottate dall’organo esecutivo in via d’urgenza, salvo ratifica, a pena di decadenza, da parte dell’organo consiliare entro i sessanta giorni seguenti e comunque entro il 31 dicembre dell’anno in corso se a tale data non sia scaduto il predetto termine. Quelle presentate al Consiglio ultimo, a breve distanza dall’adozione del Bilancio Comunale, riguardavano principalmente trasferimenti da parte della Regione e specie per i fondi della terza annualità del Piano Sociale di Zona, nessuna azione importante ma una mera ratifica che ha tenuto tutti incollati sulla sedia. Niente da ravvisare, è logico e congruo un atteggiamento simile. I debiti fuori bilancio, previsti dall’art. 194 del TUEL sono le obbligazioni formatesi secondo un iter non conforme ai principi giuridico contabili. Sempre secondo il Testo Unico, gli amministratori di cui all’articolo 77 comma 2 del TUEL, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado.

Prima della votazione di tale punto, la Minoranza lascia l’aula consiliare e chiede il numero legale, che apparentemente sembra far scattare l’orgoglio dei colleghi rimasti in aula ma che poi non sarà cosi. Ci allontaniamo per la verifica dei numeri e non votiamo i debiti fuori bilancio, anche se relativi agli anni 2008/2010, perché non abbiamo contezza che, in quell’aula, tutti fossero scevri da incompatibilità, Noi compresi. Sarebbe stato difficile capire se, tra quelle 123 sentenze, qualche amministratore avesse, come dicevo sopra, interessi propri o di parenti fino al quarto grado. È stato comunque votato da coloro che avevano tale coscienza mantenendo, sempre sul filo del rasoio, il numero legale. Insomma, mentre c’erano dei ragazzini che scappavano dall’autobus come quando sale il controllore perché non hanno pagato il biglietto, vi era un altro gruppo di stessi che incoscientemente giocava a farsi male. Giocare è lecito per un bambino, raccontargli bugie è peccato. San Giuliano, nostro protettore, potrebbe adirarsi al cospetto di un adulto grande e grosso, che racconta fandonie a piccoli incoscienti. Questi un giorno potrebbero rinfacciarci: ”ai grandi bisogna sempre spiegargliele le cose”, come avrebbe detto il Piccolo Principe del racconto di Antoine de Saint-Exupèry. La commemorazione del Basile, punto sul quale siamo entrati tempestivamente in aula perché rappresentava un tema importante per la città, a scorta anche delle polemiche sollevate nei giorni antecedenti e per rispetto del lavoro della commissione competente che, oltre a manifestarsi all’unanimità contro la decisione del Sindaco attraverso gli organi di stampa, aveva fatto una proposta interessante e che il consiglio, almeno dalla parte dei cattivi, avrebbe approvato di buon grado. Questo punto sarebbe stato anche come chiarificatore di una ulteriore polemica sollevata da un consigliere di minoranza, che annunciava comportamenti poco consoni di alcune persone e che in tale sede avrebbe voluto mettere in luce per rendere, veramente, la macchina comunale trasparente.

A quel punto, gran parte della maggioranza, ha deciso di lasciare l’aula, senza rientrare e fingendo di essere adirati dal colpo basso tirato precedentemente dalla minoranza, invece, sempre a naso, credo fosse solo l’esecuzione dell’ennesimo ordine serale dettato dal capitano. Viene evitata la discussione grazie anche allo show di un consigliere di maggioranza che, qualche secondo prima, aveva proposto di continuare anche oltre le ore 13 restando anche lui in aula, ma subito dopo esce dal consiglio e non vota la sua stessa proposta. Attenzione però, non finisce qui, il consigliere “consigliato”, a gran colpo di scena, rientra in aula dall’ingresso principale, e prima di rispondere all’appello, riesce dalla porta posteriore, perché capisce che la sua presenza avrebbe garantito il numero legale e quindi la discussione. Questa matematica non è proprio nelle corde della maggioranza a cui donerò presto un pallottoliere. Intanto qualcuno più datato, sprezzante del ruolo che riveste e fingendo buonismo, chiama l’appello. Una furbata? No, un atto dovuto. A quel punto i cattivi sono spacciati ma non è spacciato il Basile che ritornerà presto in aula. Ora che lo abbiamo scomodato dopo 450 anni è giusto che venga commemorato. Intanto, tra le delibere di Giunta senza valore e contributi concessi come se piovesse, giustamente o meno, si conclude un consiglio comunale che di tale asserzione ha veramente poco.

Tanto quanto per dirla tutta e dirla giusta.