Napoli-Torino, tifosi azzurri pronti con le bandiere del Regno delle Due Sicilie

NAPOLI – Durante il match dell’Epifania al San Paolo potrebbe esserci un flash-mob identitario in onore di quello che fu il grande Regno delle Due Sicilie. Napoli-Torino significa infatti anche Borbone contro Savoia ed è da alcuni anni che il revisionismo storico sull’Unità d’Italia sta suscitando molto interesse tra meridionali e non.

Liberazione o conquista? Per molti studiosi l’arrivo di Garibaldi e l’unificazione della penisola nel 1861 significa l’inizio della fine, una vera e propria azione militare per saccheggiare il Sud e ridurlo a colonia interna, arricchendo così il Piemonte. Napoli, all’epoca una delle capitali più rigogliose d’Europa (i dati storici parlano chiaro), si è ritrovata dunque ad essere povera e totalmente dipendente dal Centro-Nord. Ora, dopo tanti anni di vessazioni, molti meridionali hanno voglia di scoprire la verità, che sarebbe quindi diversa da quella raccontata dai libri scolastici di storia.

povia due sicilieLo scontro Nord contro Sud è molto sentito soprattutto negli stadi, dove i tifosi partenopei in particolare vengono spesso insultati pesantemente. Negli ultimi giorni sta facendo il giro del web, con tantissimi ‘mi piace’ e condivisioni, il video-messaggio lanciato su facebook da un meridionalista dell’ultima ora: il cantante milanese Giuseppe Povia (in foto). La bandiera borbonica è stata infatti bloccata più volte dalla Digos all’ingresso dello stadio di Fuorigrotta. Povia ha invitato dunque ad un vera e propria invasione in occasione della partita del 6 gennaio per riaffermare con forza un’identità storica che per troppi anni è stata nascosta.

(fonte foto copertina: eazzurro.it)

 

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Gianluca Riccio vive a Napoli e si occupa di marketing e comunicazione digitale per Internet e altri media. Svolge la sua attività di Independent Marketing and Advertising Professional, Copy Creative, Web Designer and Futurist attraverso ricerche, consulenze ed iniziative imprenditoriali nei settori dei Nuovi Media e dell’ICT.

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