NAPOLI – Un semplice tweet, pochi caratteri affidati alla rete per dare il via all’ennesimo putiferio, creato ad arte, nella corsa al titolo tra Napoli e Juventus. Il protagonista, manco a dirlo, è JosĂ© Manuel Reina. Per tutti Pepe. Il fattaccio mercoledì sera, quando il portiere napoletano ha esultato al gol di Thiago Alcantara che mandava a casa i bianconeri dalla Champions League, al termine di un doppio confronto con i favoriti tedeschi del Bayern Monaco in cui la Juve è stata ad un passo dalla qualificazione, poi sfumata ai supplementari dell’Allianz Arena.
Provocazione? Mancanza di rispetto? Sfottò? Forse. Oppure, semplicemente, lo spagnolo ha voluto gioire sul web per la rete di un suo amico, connazionale ed ex compagno di squadra in Baviera. Ma la stampa, una certa stampa, non l’ha digerita. GiĂ dimenticata la grafica del Bayern con il binario morto che solo agli sdegnati rappresentanti dell’italietta ha ricordato riferimenti ai campi di concentramento, ora il nemico è il provocatore spagnolo, che anzi viene ringraziato per aver dato agli eroi mancati di Monaco lo stimolo giusto a mettere da parte la cocente delusione europea e a concentrarsi sul campionato.
La stessa stampa che non diede peso al tesserato juventino Fernando Llorente, quando questi salutò la vittoria ai preliminari – ed il conseguente accesso ai gironi di Champions – della sua ex squadra, l’Athletic Bilbao che fece fuori proprio il Napoli. In quel caso, tutto regolare. Stavolta, grave provocazione. Si può non essere d’accordo con l’orientamento da organo societario che assumono alcune testate, ormai piĂą bollettini ufficiali di singole squadre che giornali. Si può anche non essere d’accordo con chi – nel piĂą classico dei cerchiobottismi – da un lato urla esaltando il popolino e dall’altra si asservisce al potere editoriale, elargendo scuse e strette di mano a comando. Su una cosa, però, non si può che concordare: siamo tutti, in un modo o nell’altro, grati a Pepe Reina.




