Non ho mai chiesto niente in vita mia

Non ho mai chiesto niente in vita mia

La rivoluzione del tecnico è oramai nel suo punto di piena maturazione. La squadra gira a meraviglia, la stampa napoletana è dalla sua parte, la tifoseria fa quadrato. Il rinnovo contrattuale di Dries Mertens e quello annunciato di Faouzi Ghoulam lasciano intedere le volontà della società, per la prossima stagione

@Saverio Nappo

NAPOLI – Queste sono state le parole dette da Maurizio Sarri in risposta a chi gli chiedeva spiegazioni sull’affermazione «con il prossimo contratto vorrei arricchirmi», pronunciata in un’intervista pre Torino-Napoli. Non ha mai chiesto niente in vita sua, Maurizio. Cosa significano quelle parole? Scavando più a fondo, tra i significati più intrinseci, quella frase rappresenta due cose assieme: un grido di indipendenza e una rottura netta con l’etichetta nostalgica che si prova ad attaccargli dietro le spalle. Con questa affermazione, Maurizio Sarri tende – forse involontariamente – la mano alla Napoli dei quartieri, dei vicoli, delle periferie. Uomini e donne che non hanno mai chiesto nulla e ai quali, in soldoni non è mai stato regalato alcun che. È forse per questo che Maurizio Sarri è, ad oggi, uno dei tecnici più amati dai tifosi del Napoli. Per il suo essere umanamente vicino alla gente che, regolarmente, affolla le gradinate del San Paolo.

Callejon sta migliorando la sua media realizzativa in un finale di campionato ad altissimi livelli

È sicuramente lui l’artefice e il collante del nuovo ambiente calcistico partenopeo. Sarri, dopo due anni di lavoro a testa bassa, sembra aver messo d’accordo tifosi, stampa, critica e squadra. La tensione che storicamente tiene sulle spine la squadra quasi non si avverte più. Da tempo. Il risultato è un Napoli che in campo si diverte, come spiegato dallo stesso Lorenzo Insigne nel post partita dell’Olimpico di Torino. Molti definiscono il calcio espresso dal Napoli come il migliore d’Italia: io, diversamente, lo definirei il più spontaneo, il più naturale. Tutto ciò è figlio di uno studio meticoloso e a limite del maniacale da parte del tecnico, non c’è dubbio. Perché è possibile assimilare i movimenti delle e tra le linee solo con un lavoro assiduo e maniacalmente preciso. Il Napoli applica il culto del possesso, attraverso il quale dichiara – in campo – di voler avere nelle proprie mani il suo destino, materializzato in un pallone che corre di giocatore in giocatore, macinando centinaia di metri tra le linee.

Il cosiddetto “attacco leggero” ha totalizzato più reti di almeno 5 squadre di serie A

C’è Maurizio Sarri nella comunione d’intenti, palese, evidente, difficilmente scalfibile. C’è Maurizio Sarri nella presa di campi storicamente ostici e sui quali, in passato, il Napoli ha lasciato punti pesantissimi che ne hanno pregiudicato campionati, qualificazioni o trofei nazionali e internazionali. Già lo scorso campionato ma soprattutto in quello ancora in corso, Maurizio Sarri ha cancellato la paura di vincere dalle teste dei suoi giocatori iniettando l’unico antivirus possibile: la consapevolezza. Il lavoro sul campo non va sminuito relegandolo solo alla oggettiva bellezza ed efficacia. È, anzi, qualcosa di più alto ed ampio. È qualcosa che abbraccia dinamiche e concetti che vanno molto al di fuori del rettangolo di gioco. La consapevolezza dei giocatori in campo irradia luce che, a mano a mano, ha spazzato via le ombre dalle coscienze dei tifosi stessi, assiepati sulle gradinate o avanti alle Tv. I tifosi credono nelle potenzialità della squadra, non criticano più superficialmente, riescono a leggere il calcio in maniera più approfondita. Sarri ha insegnato a tutti cosa significhi lavorare al calcio. Badate bene: lavorare al calcio, non giocare al calcio.

De Laurentiis non vuole lasciare nulla al caso: rinnovato anche il contratto di Dries Mertens

È per questo e per molto altro che il popolo bianco azzurro ha affollato progressivamente sempre più gli spalti del San Paolo – e di ogni stadio d’Italia che ha ospitato il Napoli – con gioia, senza alcuna tensione. Maurizio Sarri ha riportato il calcio ad una dimensione giusta, collocata tra l’ambizione e l’oggettività. In mezzo c’è il suo Napoli che s’impossessa della palla e la fa girare Ancora, ancora e ancora. Dopo l’impressionante vittoria dell’Olimpico di Torino contro il Toro (Callejon, Insigne, Mertens, Callejon, Zielinski), alle 20:45 di questa sera il Napoli si congederà dai suoi tifosi (San Paolo sold out da 5 giorni, ndr), nell’ultima sfida casalinga della stagione 2016/2017. Poco importa se la «Fiorentina è un avversario temibilissimo» e se «non sarà affatto una partita semplice», come detto da Sarri. Poco importa ciò che accadrà al Bentegodi, tra Chievo e Roma. Al triplice fischio ci saranno solo applausi e sorrisi. Perché Maurizio Sarri questo ha fatto, al di là di ogni cosa: ha riportato a Napoli consapevolezza e bellezza ma, soprattutto, sorrisi. E lo ha fatto senza chiedere nulla.