Non è stata infatti concessa l’agibilità degli spalti per l’accesso degli spettatori, che in termini spiccioli significa partita a porte chiuse. Se ne rammarica la società, che attraverso il presidente Alaimo afferma: “giocare a porte chiuse è la morte del calcio, dello sport in generale; non avere i nostri tifosi che ci sostengono per noi è penalizzante, spero solo che si possa risolvere il problema a breve, abbiamo già ricevuto assicurazioni in tal senso dall’amministrazione”.
Ma a quanto pare, l’affare non è di semplice soluzione: l’ingegner Costantino, responsabile del locale Ufficio Tecnico, interpellato telefonicamente ci rivela che “il campo è in perfette condizioni, anche gli spalti sono ben costruiti, ma mancano i lavori di messa in sicurezza per gli ingressi, per la separazione delle tifoserie, lavori che sono stimabili in circa 500mila euro”, specificando poi che “a dare l’agibilità non è l’Ufficio Tecnico, ma una speciale commissione composta anche dalle forze dell’ordine”.
Caustico il commento dell’ex sindaco qualianese, Salvatore Onofaro: “il Santo Stefano è stato per anni al centro dell’attenzione mia e della mia amministrazione, lo abbiamo trasformato da piccolo campetto di periferia a struttura esemplare; questo è l’ennesimo smacco che la nuova guida cittadina ci regala in questi tre mesi”.




