Operazione Jambo, il sindaco latitante già accusato da Iovine nel 2014

Operazione Jambo, il sindaco latitante già accusato da Iovine nel 2014

Prosegue la fuga di Griffo, di due soci e di un ex vigile urbano. La DDA ha aperto un’indagine sulla probabile fuga di notizie


ZONA AVERSANA – C’erano già pesanti ombre sul sindaco latitante. Michele Griffo, ormai ex primo cittadino di Trentola Ducenta, è ancora irreperibile dopo il blitz scattato ieri all’alba contro il clan dei Casalesi (LEGGI) che ha portato al sequestro del centro commerciale Jambo ed avrebbe dovuto portare anche al suo arresto.

Accuse di connivenza con la camorra, infatti, emersero anche nell’operazione che portò all’arresto dell’imprenditore Maurizio Capoluongo, 53 anni, arrestato dalla Polizia di Stato il 9 ottobre 2014 ad Aversa (LEGGI). Il colletto bianco finì in manette dopo le dichiarazioni dell’ex boss Antonio Iovine, all’epoca da poco diventato collaboratore di giustizia.

Ma ‘o Ninno raccontò anche un altro dettaglio. “Lo stesso sindaco di Trentola Ducenta – disse Iovine ai magistrati – ha creato rapporti con Zagaria grazie alla mediazione di Capoluongo Maurizio”. Il pentito fu comunque molto vago nelle sue dichiarazioni e non fece il nome del sindaco. Griffò dunque restò fuori dalla vicenda.

Da ieri, però, sul sindaco di Trentola pende l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e la sua fuga dura da oltre 24 ore. La DDA di Napoli ha aperta un nuova indagini per far luce su questa misteriosa evoluzione.

Qualcuno avrebbe potuto avvisare la stesso Griffo ma anche gli altri fuggitivi: gli imprenditori Alessandro Falco e Gaetano Balivo, e l’ex vigile urbano Vincenzo Picone. Il sospetto più grande è che la “soffiata” sarebbe potuta arrivare proprio da fonti interne, da qualcuno insomma che veste la divisa. Non è da escludere anche una “gola profonda” tra magistratura o giornalisti avvisati del blitz.

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